Pressioni dal governo bavarese su Angela Merkel che replica “non generalizzare sui rifugiati”

28/07/2016 di Redazione
Pressioni dal governo bavarese su Angela Merkel  che replica “non generalizzare sui rifugiati”

Angela Merkel ha detto di essere sconvolta per gli attacchi del weekend ad Ansback, Reuttlingen e Monaco, ma ha invitato a non generalizzare nell'accusa di terrorismo nei confronti dei rifugiati: "La maggior parte dei terroristi che hanno compiuto attentati negli ultimi mesi non erano rifugiati", ha detto la portavoce della Cancelliera Ulrike Demmer. Il ministero dell'Interno tedesco intanto ha confermato che le autorità stanno indagando su 60 rifugiati o richiedenti asilo per presunti legami con il terrorismo jihadista, in molti casi su indicazione di alcuni compagni nei centri di accoglienza.
Dopo gli episodi di violenza che hanno scosso la Germania nelle ultime tre settimane, : da Wurzurg, a Monaco, ad Ansbach, i cui protagonisti sono stati richiedenti asilo e un ragazzo tedesco di origini iraniane, infuria nel Paese la polemica sull'accoglienza dei rifugiati. La Baviera, in cui governa l'ala destra dei cristianodemocratici di Angela Merkel, reclama da Berlino più impegno per la sicurezza e maglie più strette per i migranti, rendendo più facile ed efficace l'espulsione di quelli che si macchiano di crimini nel Paese che li accoglie. Il presidente bavarese Horst Seehofer ha  chiesto una verifica supplementare di tutti i profughi arrivati finora in Germania. Ha annunciato la posizione favorevole del suo partito per l'inasprimento delle leggi sulle armi in Europa e ha annunciato che di concerto coi ministri della Giustizia e dell'Interno della Baviera presenterà al governo un piano di norme che vanno dal rinforzo di personale e mezzi per le forze dell'ordine, all'inasprimento delle leggi penali e sul diritto di soggiorno, fino ad un maggiore monitoraggio di Internet. Secondo Seehofer, lo stato di diritto dovrà resistere all'attacco, senza fare un passo indietro: per riuscire a farlo, sarà necessario armarsi contro il nemico, perché " la prudenza è importante, ma non può sostituire quella protezione che deve essere assicurata da parte dello Stato". Per questo la Baviera chiede più polizia, più soldi, il braccialetto elettronico per gli estremisti islamici e una verifica supplementare per tutti i profughi arrivati nel Paese, per evitare "brutte sorprese" come quella di Ansbach.
Il governo bavarese vorrebbe anche un affiancamento dell'Esercito alla polizia in caso di attentati; ma Berlino prende tempo, cercando di mantenere il punto sulla necessità di non far sentire il Paese in uno stato di emergenza. Operazione difficile, perché la paura tra la gente ormai c'è: ad esempio, gli spari di un folle oggi in un ospedale avevano indotto in molti a pensare subito a una nuova azione terroristica.