Rapporto Legambiente 2016, diminuiscono i reati ambientali in Italia

07/07/2016 di Redazione
Rapporto Legambiente 2016, diminuiscono i reati ambientali in Italia

Resta ancora alto il numero di reati ambientali nel Belpaese, ma con segnali di lieve miglioramento:
Il report Ecomafia 2016 di Legambiente, che raccoglie i numeri della criminalità ambientale, presentato al Senato apre spiragli alla speranza. Nella lotta agli ecoreati comparirebbero i primi segni di un'inversione di tendenza, grazie all'introduzione, nel 2015, della legge sui delitti ambientali nel codice penale. Il risultato è un calo di reati e un aumento di arresti. I numeri del report mostrano comunque un quadro molto composito dei diversi tipi di ecoreati: se tutto sommato si registra una tendenza positiva, in alcuni settori, gli illeciti sarebbero in aumento. I reati accertati restano comunque intorno ai 27 mila annui, più di 76 al giorno. Fra questi è annoverato anche l'abusivismo edilizio, vera piaga in Italia e fattore determinante in molte delle sciagure e dei disastri ecologici insieme al dissesto idrogeologico del territorio. Sono 18 mila le contestazioni del 2015 per immobili fuorilegge.
Sono in calo le infrazioni del ciclo dei rifiuti e del cemento, per i quali il primato negativo spetta alla Campania, con il 18% di casi su scala nazionale. La Campania ha anche il più alto numero di roghi, seguita da Calabria, Sicilia e Puglia. Nonostante il calo complessivo dei reati nel 2015, cresce purtroppo l'incidenza degli illeciti nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia) dove se ne sono contati ben 13.388, il 48,3% sul totale nazionale (nel 2014 l'incidenza era del 44,6%).
La legge sui delitti ambientali ha permesso di raccogliere i primi frutti, ma restano diversi fronti aperti. Uno di questi è evidenziato dal presidente del Senato, Pietro Grasso, dal 2005 al 2012 Procuratore nazionale antimafia, che ha aperto la presentazione del rapporto. "Serve un programma nazionale di bonifica per i territori inquinati che continuano a immettere veleni nell'acqua, nell'aria e negli alimenti" ha detto Grasso. "Abbiamo il dovere di ricostruire un equilibrio fra territorio e società, fra sviluppo e cultura, fra ambiente e diritti della persona".