Roma, scontro Ama-Comune. I 5Stelle assicurano “non riapriremo Malagrotta”

28/07/2016 di Redazione
Roma, scontro Ama-Comune. I 5Stelle assicurano “non riapriremo Malagrotta”

A Roma la nuova crisi rifiuti ha aperto uno scontro tra la giunta della sindaca Virginia Raggi e i vertici dell'Ama, l'azienda di igiene pubblica capitolina, con le dimissioni del presidente Daniele Fortini che lascerà l'incarico il prossimo 4 agosto. La città è in emergenza ormai da tempo: la raccolta in alcune zone è a rilento, al punto che alcune settimane fa avevano fatto scalpore le immagini di bambini a Tor Bella Monaca che giocavano fra topi e rifiuti, come in uno slum.
La sindaca Raggi ha attaccato duramente i vertici dell'azienda, accusando i vertici Ama di agire con l'intento di screditare l'immagine della nuova giunta che si è insediata al Campidoglio solo di recente.
Il vero dramma di Roma è che per anni si è affidata a una discarica, quella di Malagrotta, senza costruire alternative e un piano serio e credibile. Alla chiusura dell'invaso la crisi rifiuti è diventata ciclica. L'assenza di impianti di trattamento degli scarti alimentari e una differenziata ferma al 40 % con modelli di raccolta ancora prevalentemente a cassonetto, poco utile per migliorare la percentuale di materiale riciclato. Così Ama conferisce i rifiuti in impianti di privati e porta gli scarti alimentari fuori Regione: una partita, quella dei viaggi della spazzatura, che costa 170 milioni di euro ogni anno.
L'assessora all'Ambiente Paola Muraro si è presentata al cospetto del presidente Fortini chiedendo un piano operativo. Quando è stato presentato, Muraro ha criticato il fatto che si trattasse di una bozza senza nemmeno la firma dell'ad: "Invece di rivolgersi alla stampa", ha scritto su Facebook, "si dia da fare per risolvere il problema". L'assessora M5s è stata consulente per 12 anni di Ama, fino al giugno del 2016, e tra le altre cose ha ricoperto anche l'incarico di referente Ipcc degli impianti Tmb di Rocca Cencia e via Salaria, gli unici di proprietà di Ama.
Nelle oltre due ore di colloquio, andato in onda in diretta su Facebook, il punto dirimente però è stato relativo all'uso del tritovagliatore di Rocca Cencia, che al momento non viene utilizzato, lanciando l'idea di indire un referendum per chiedere ai romani un parere riguardo il suo utilizzo.
L'assessora all'Ambiente ha proposto l'impianto di proprietà di Manlio Cerroni, una scelta che però non convince tutti. Cerroni, ribattezzato l'ottavo re di Roma, il 'supremo' secondo funzionari e fedelissimi, è sotto processo da una parte per traffico illecito di rifiuti e truffa mentre, in un altro procedimento, risponde di disastro ambientale e avvelenamento delle acque. Il tritovagliatore in questione, infatti, è di sua proprietà, ma è in gestione alla ditta Porcarelli. Il presidente di Ama ha detto che non porterà un grammo di rifiuti in quel tritovagliatore perché lo scorso dicembre è scaduto un accordo sottoscritto nel 2013 tra Ama e Colari e quindi, senza una gara o una ordinanza, non userà mai quell'impianto.
In questi giorni, è partita un'inchiesta della procura proprio su quell'impianto. Contratti, lettere, delibere, fatture, comunicazioni e protocolli sono stati acquisiti dai carabinieri del Noe negli uffici dell'Ama in merito al tritovagliatore di Rocca Cencia. Il pubblico ministero Alberto Galanti ha avviato un'inchiesta per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e ha delegato il Noe coordinato dal generale Sergio Pascali a effettuare approfondimenti.
E nella polemica, è tornata in auge la questione Malagrotta, che avrebbe, a detta di Cerroni, anche 250 mila metri cubi utili a ospitare circa 300 mila tonnellate di rifiuti. La sindaca Raggi ha escluso categoricamente la riapertura del sito di Malagrotta invitando Ama ad assumersi le proprie responsabilità.