Spagna e Portogallo rischiano sanzioni per il mancato risanamento del deficit

14/07/2016 di Redazione
Spagna e Portogallo rischiano sanzioni per il mancato risanamento del deficit

La Commissione europea ha annunciato l'apertura di una procedura che potrebbe comportare controverse multe ai danni di Spagna e Portogallo, ritenendo che né Madrid né Lisbona abbiano adottato sufficienti "misure efficaci" per risanare il loro deficit. Consapevole del delicato contesto economico a seguito dell'esito referendario in Gran Bretagna che sta segnato l'uscita del Paese dall'UE, e preoccupata all'idea di contribuire alla disaffezione nei confronti dell'Unione, Bruxelles ha già lasciato intendere che l'eventuale ammenda potrebbe essere uguale a zero.
In una conferenza stampa della scorsa settimana, il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici hanno cercato di presentare la propria decisione come un atto dovuto, precisando che sarebbe stato il Consiglio a mettere l'ultima parola. L'Ecofin ha confermato che Portogallo e Spagna non hanno adottato azioni efficaci per correggere i loro deficit eccessivi, e i loro sforzi di bilancio sono stati "significativamente più bassi di quanto raccomandato". La decisione del Consiglio può ora fa scattare le sanzioni. Ma ora la palla torna nel campo della Commissione, che ha 20 giorni per proporre al Consiglio le sanzioni da adottare. La multa sarebbe pari allo 0,2% del pil, anche se i due Paesi possono presentare entro 10 giorni una richiesta motivata per ridurre l'ammontare. Il Consiglio avrà poi 10 giorni per approvarle. "Sono certo che avremo un risultato intelligente alla fine del processo", ha detto il presidente di turno dell'Ecofin Peter Kazimir. Ai paesi membri spetta decidere se l'analisi della Commissione sia corretta o meno. Se i governi decidono di confermare la posizione di Bruxelles, l'esecutivo comunitario ha 20 giorni entro i quali proporre una multa.
La proposta di penalità pecuniarie - che possono ammontare fino allo 0,2% del prodotto interno lordo (per la Spagna: 2,1 miliardi di euro) - è ritenuta adottata dal Consiglio se non viene respinta a maggioranza qualificata entro 10 giorni. Peraltro, la stessa legislazione europea permette al paese oggetto della procedura di chiedere, e alla stessa Commissione europea di proporre, una riduzione o una cancellazione dell'ammontare della sanzione in presenza di "circostanze economiche eccezionali".
Spagna e Portogallo sono in posizioni diverse. Madrid ha ottenuto nel 2015 un anno in più per ridurre il proprio deficit sotto al 3,0% del prodotto interno lordo. I dati del 2016 mostrano chiaramente che il paese non riuscirà a raggiungere questo obiettivo. Lisbona, invece, avrebbe dovuto ridurre il disavanzo sotto al 3,0% del PIL già l'anno scorso, senza riuscirvi. I due paesi sono in una situazione politica difficile. In particolare, la Spagna è stata chiamata due volte alle urne in sei mesi.