Ungheria: il 2 ottobre il referendum su i migranti

07/07/2016 di Redazione
Ungheria: il 2 ottobre il referendum su i migranti

Si profila un anno complesso e ricco di colpi di scena sul fronte dei rapporto interni tra i Paesi dell'UE. Dopo la Brexit del Regno Unito,  è la volta dell'Ungheria.
Nella giornata del 5 luglio il Capo di Stato ungherese Janos Ader, ha annunciato che il 2 ottobre, attraverso una consultazione popolare, i cittadini dovranno esprimersi riguardo la ripartizione delle quote di profughi e migranti proposta dall'esecutivo europeo. Già nel dicembre scorso, un ricorso alla Corte di Giustizia europea insieme alla Slovacchia, aveva chiarito la posizione del governo di Viktor Orban su i 160mila profughi destinati alla ripartizione in quote obbligatorie: "l'UE non può ridisegnare l'identità culturale e religiosa dell'Europa". Il 10 maggio è stata approvata la proposta di referendum in Parlamento. 
Secondo Orban, il carattere di obbligatorietà della ripartizione viola la sovranità nazionale e suscita timori per il possibile ingresso di "terroristi". La consulta sarà ritenuta valida con un affluenza di almeno il 50% del elettorato (4 milioni di elettori) e riporterà il seguente quesito:  "Volete o no che l'Ue possa obbligarci ad accogliere in Ungheria, senza l'autorizzazione del Parlamento ungherese, il ricollocamento forzato di cittadini non ungheresi?". 
Nel 2015, prima della costruzione del muro che delimita i confini meridionali, sono stati circa 400 i migranti e i rifugiati passati per l'Ungheria e, secondo l'UE, dovrà prepararsi ad accogliere circa 1300 migranti in attesa di ricollocamento.
 L'Ungheria sarà probabilmente il primo paese dove si voterà esprimendo una parere sulla politica europea di immigrazione mentre l'opposizione democratica accusa Orban di voler portare il paese fuori dall'Ue, seguendo l'esempio britannico.
Qualunque sia l'esito della consultazione appare evidente l'intenzione di trasformare il voto degli ungheresi  in voto di protesta contro la politica europea.