2 agosto: 36 anni dalla strage di Bologna

04/08/2016 di Redazione
2 agosto: 36 anni dalla strage di Bologna

Sono trascorsi 36 anni da quando, alle 10:25 del mattino del 2 agosto 1980, una bomba esplose nella sala d'aspetto della stazione ferroviaria di Bologna provocando 80 morti e numerosi feriti. La violenza dell'esplosione provocò il crollo di un'intera ala della stazione, investendo in pieno il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario e il parcheggio dei taxi antistante. Una tragedia rimasta per anni un mistero. I mandanti della strage non sono mai stati identificati. La sentenza definitiva è giunta solo il 23 novembre del 1995, quando la Corte di Cassazione ha emesso la condanna all'ergastolo, quali esecutori dell'attentato, per i neofascisti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, che si sono sempre dichiarati innocenti. L'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte vengono condannati per il depistaggio delle indagini. Il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna emette nuove condanne per la stessa motivazione. Nel 2007 è arrivata anche la condanna definitiva in Cassazione per Luigi Ciavardini, minorenne all'epoca dei fatti.
A Bologna si è celebrata la commemorazione della tragedia, alla presenza del sindaco Virginio Merola, il sottosegretario Claudio De Vincenti e i consiglieri comunali.
il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio all'associazione dei parenti delle vittime, ricordando che tante domande permangono ancora senza risposta e "la memoria è anche sostegno a non dimettere gli sforzi per andare avanti e raggiungere quella piena verità che è promessa di giustizia".
Anche il sindaco Merola, nel suo discorso, ha dichiarato la necessità di arrivare ai mandanti della strage pur riconoscendo che in questi trentasei anni alcuni passi avanti sono stati fatti. Ma "il tempo aiuta i mandanti", come ha ammonito Paolo Bolognesi del Consiglio comunale. Le lungaggini, i passi lenti delle indagini, i depistaggi che si sono succeduti nel corso degli anni hanno minato la strada verso la verità e verso la giustizia. Ci sono voluti ben 23 anni per ottenere una legge contro il depistaggio, dopo la prima richiesta nel 1993 da parte dell'associazione Torquato Secci. Bolognesi ha inoltre ricordato gli impegni presi e ancora non soddisfatti, come la legge 206 sui risarcimenti per le vittime del terrorismo.
La comunità islamica di Bologna, fortemente toccata in questo periodo storico dal tema del terrorismo, ha sfilato in corteo verso la stazione. Una ricorrenza, quella della strage di Bologna, che non è servita solo per esercitare la memoria e interrogare ancora i fatti per giungere alla verità, ma anche come momento di lotta unitaria contro ogni minaccia terroristica.