Grecia, la denuncia dei volontari laici: si cerca di convertire i profughi musulmani al cristianesimo

04/08/2016 di Redazione
Grecia, la denuncia dei volontari laici: si cerca di convertire i profughi musulmani al cristianesimo

I volontari cristiani che lavorano a Moria, nel più noto campo di richiedenti asilo dell'isola di Lesbo, in Grecia, stanno tentando la conversione dei profughi di religione musulmana, trattenuti sull'isola a causa delle restrizioni sull'immigrazione previste dal recente trattato che l'Unione Europea ha sottoscritto con la Turchia.
In almeno due occasioni negli ultimi mesi, gli operatori umanitari hanno distribuito copie di libretti contenenti traduzioni in arabo del vangelo di Giovanni. Secondo quanto riportato dal  giornale statunitense The Guardian, i libretti avrebbero contenuto anche formule per dichiarare la propria avvenuta conversione. Il giornale ne riporta uno stralcio: "So che sono un peccatore. Chiedo a Gesù di perdonare i miei peccati e concedermi la vita eterna. Il mio desiderio è quello di amare e obbedire alla sua parola ".
Molti fra i richiedenti asilo, in maggioranza siriani, presenti sul posto, hanno protestato contro l'insensibilità degli operatori. Questi episodi sarebbero avvenuti durante il mese sacro del Ramadan scatenando polemiche fra gli ospiti del centro.
I detenuti hanno sostenuto che i moduli sono stati distribuiti da almeno due rappresentanti di Euro Relief, un ente di beneficenza greca che è diventato il gruppo di aiuto più grande attivo a Moria, dopo altre organizzazioni umanitarie hanno abbandonato il sito in segno di protesta contro l'accordo UE-Turchia. Il campo è supervisionato dal ministero della migrazione greca, ma sono i gruppi di volontari a eseguire la maggior parte della gestione quotidiana.
Euro Relief ha esternato la propria disapprovazione in merito alla distribuzione di materiali per la conversione religiosa, ma ha aggiunto di non poter escludere la possibilità che gli operatori umanitari abbiano distribuito i libretti in questione su iniziativa individuale. Il direttore Stefanos Samiotakis ha dichiarato di aver già preso provvedimenti e redarguito i volontari, che hanno l'obbligo di rispettare un codice di condotta.
Il ministero della migrazione greca non ha risposto alle richieste di commento.
Tra gennaio 2015 e marzo 2016, circa un milione di richiedenti asilo erano stati autorizzati a muoversi verso l'Europa attraverso i Balcani dopo lo sbarco in Grecia e in Turchia. Ma nel marzo scorso, la Macedonia ha chiuso questo corridoio umanitario. Pochi giorni dopo, l'UE ha sottoscritto un accordo che potrebbe vedere tutti coloro che sono sbarcati in Grecia dopo il 18 marzo deportati in Turchia. La situazione attuale vede i migranti bloccati in centri sovraffollati, come quello di Moria nell'isola greca di Lesbo. In molti campi, la frustrazione ha portato a disordini, con molti dei detenuti che parlano di un senso generale di paura, illegalità e mancanza di speranza.