Rapporto Svimez, il Sud supera il Nord: Pil più alto e nuove occupazioni

04/08/2016 di Redazione
Rapporto Svimez, il Sud supera il Nord: Pil più alto e nuove occupazioni

Il 2015 è stato un anno "eccezionale" per il Mezzogiorno. Lo indicano le anticipazioni del rapporto Svimez 2016: il Pil è cresciuto dell'1%, battendo il risultato del Centro Nord (0,7%), ci sono stati 94 mila occupati in più e, dopo sette anni di recessione, sono risaliti consumi e investimenti.
Tra i fattori che hanno creato le condizioni favorevoli al sorpasso si annoverano l'annata agraria favorevole, l'aumento del turismo dovuto al crollo delle vacanze nella sponda Sud del Mediterraneo e l'accelerazione della spesa pubblica per la chiusura del ciclo di programmazione dei Fondi europei 2007-2013. Condizioni che difficilmente potranno ripetersi nei prossimi anni.
L'associazione, infatti, prevede già un calo nel prossimo anno, con una crescita del Sud limitata allo 0,3% nel 2016 e allo 0,7% nel 2017, al di sotto dei risultati del Centro-Nord (rispettivamente 0,9% e 1,1%). Come si legge nel rapporto, "Non basta, del resto, solo un anno positivo a disancorare il Mezzogiorno dalla spirale di bassa produttività, bassa crescita, e minore benessere". Dal 2007 il prodotto nell'area si è ridotto del 12,3%, quasi il doppio che al Centro-Nord e, rispetto ai livelli pre-crisi, mancano ancora quasi mezzo milione di occupati. Inoltre lo scorso anno, nonostante l'avvio della ripresa, la povertà assoluta ha colpito 218 mila persone in più al Meridione.
L'associazione chiede inoltre, di ripristinare a pieno i contributi alle assunzioni del 2015 e di investire al Sud i 500 milioni di euro della Società di Gestione delle Attività (Sga), creata nel 1997 come bad bank del Banco di Napoli, risorse destinate al fondo Atlante 2 per Mps.
I sindacati festeggiano i risultati positivi del Mezzogiorno, ma sottolineano che "la strada del rilancio è ancora lunga ed impegnativa", con le parole del segretario confederale della Cisl Giuseppe Farina. La Cgil chiede poi un piano per potenziare i punti di forza e intervenire sulle debolezze del Sud mentre dal leader della Uil, Carmelo Barbagallo, arriva la proposta di discutere di maggiore flessibilità su salario, orario e organizzazione del lavoro per favorire nuovi insediamenti.