Bombe a New York, 29 feriti. Arrestato un sospetto

22/09/2016 di Redazione
Bombe a New York, 29 feriti. Arrestato un sospetto

Grande paura a New York dove il 17 settembre due ordigni sono esplosi fra Manhattan e il New Jersey ferendo 29 persone e un terzo è stato trovato all'interno di una pentola a pressione a poca distanza. Il tutto a meno di una settimana dal quindicesimo anniversario dell'attacco terroristico che nel 2001 aveva causato quasi 3000 vittime e a pochi giorni dal summit sui rifugiati e dall'assemblea generale dell'Onu a cui dovrebbero partecipare più di 190 capi di stato.
Una delle bombe si trovava in un cassonetto nel quartiere di Chelsea, West Manhattan, ed è esplosa intorno alle 20,30, orario in cui la via è molto frequentata e i bar sono pieni, provocando 29 feriti di cui 1 è in gravi condizioni. Invece, già nel pomeriggio, una bomba era esplosa nel parco di Seaside, nel New Jersey, senza causare vittime. Nascosto sempre in un cassonetto, la deflagrazione dell'ordigno sarebbe dovuta avvenire al momento del passaggio di una maratona organizzata a sostegno dei Marines, che fortunatamente è partita in ritardo evitando la strage.
Secondo la descrizione del New York Times, entrambe le bombe erano state riempite di "schegge e frammenti metallici e concepite per fare il massimo danno in termini di caos e di vittime". Se inizialmente il collegamento fra i due eventi era stato escluso, la polizia ha successivamente arrestato un uomo sospettato di aver organizzato entrambi gli attacchi, fermato a seguito di una sparatoria in cui è rimasto ferito alla spalla. L'uomo, Ahmad Khan Rahami, è un americano di origine afghane di 28 anni. Nel suo diario sono stati trovati appunti sull'operazione e apprezzamenti per Osama Bin Laden e diverse altre personalità legate al terrorismo islamico. Rahami era stato denunciato due anni fa da suo padre che affermava fosse un terrorista, ritrattando però successivamente l'accusa e spingendo le autorità a credere che si trattasse soltanto del 'fantasioso' epilogo di una lite familiare. In ogni caso per ora, ogni collegamento con l'ISIS pare escluso, mentre gli inquirenti stanno indagando in particolare su una serie di viaggi avvenuti fra il Pakistan e l'Afghanistan, a seguito dei quali, secondo i conoscenti, l'uomo si sarebbe radicalizzato.

Nel frattempo Trump attacca, dichiarando che "la cosa peggiore è che ora gli offriremo un piacevole ricovero in ospedale. E sarà curato di alcuni tra i migliori medici del mondo" e ancora, che "probabilmente avrà anche il servizio in camera, conoscendo come funzionano queste cose nel nostro Paese". Hillary Clinton si è dissociata dichiarando che simili atteggiamenti non fanno che aiutare i gruppi terroristici. A pochi mesi dalle elezioni presidenziali dell'8 novembre, queste tensioni rischiano d'influenzare negativamente il dibattito sul tema della sicurezza interna e esterna e sulle politiche migratorie.