Bombe esplose davanti ad una moschea a Dresda, la polizia tedesca parla di attacco xenofobo.

29/09/2016 di Redazione
Bombe esplose davanti ad una moschea a Dresda, la polizia tedesca parla di attacco xenofobo.

Due ordigni artigianali sono esplosi davanti ad una moschea e ad un centro internazionale congressi nella tarda serata di martedì 26 settembre a Dresda, capitale del Land tedesco della Sassonia.
La moschea presa d'assalto fa parte della comunità islamica turca "Ditib" che in passato era stata anche imbrattata con scritte razziste.
Le esplosioni non hanno provocato vittime ma tutte le moschee della città sono state messe in allerta. Nonostante la mancanza di prove, la polizia ha individuato il movente nella xenofobia. «Anche se non abbiamo una confessione scritta, dobbiamo concludere che ci sia la xenofobia a fare da movente. Si pensa anche ad un legame con la festa dell'unità tedesca», ha detto il capo della polizia Horst Kretschmar.
È confermato dai media tedeschi che tutta la Sassonia è diventato teatro di crescenti fenomeni di violenza a sfondo xenofobo.
Anche i risultati delle elezioni di Berlino della scorsa settimana evidenziano un avanzamento preoccupante del partito populista e xenofobo di destra Afd (Alternative für Deutschland con a capo Frauke Petry) il cui leader aveva individuato il successo a scapito del partito della Merkel nello scontento popolare causato dalla politica di apertura ai migranti della cancelliera tedesca.
Quest'ennesima esplosione, dopo un'estate "calda" di attacchi e violenze in diverse parti della Germania, si inserisce in un clima già non facile per chi in Germania richiede l'asilo, per chi professa la religione musulmana ma anche per chi sostiene la politica di accoglienza ai rifugiati e rappresenta l'ennesima prova per il CDU (Christlich Demokratische Union Deutschlands), partito della Merkel.