Candidato agli Oscar Fuocoammare, il film di Rosi sugli sbarchi dei migranti a Lampedusa

29/09/2016 di Redazione
Candidato agli Oscar Fuocoammare, il film di Rosi sugli sbarchi dei migranti a Lampedusa

Ha sicuramente un forte impatto simbolico e sociale la scelta di Fuocoammare, il documentario-film di Gianfranco Rosi uscito nelle sale italiane nel febbraio scorso e già Orso d'Oro a Berlino, come candidato italiano all'Oscar.
Lo ha scelto tra altri sei titoli una commissione composta da nove membri tra cui il premio Oscar Paolo Sorrentino che però commenta: "Fuocoammare è un bellissimo film, ma andava candidato all'Oscar nella categoria dei documentari".
Nonostante il suo valore documentaristico, Fuocoammare è stato scelto per concorrere come miglior film straniero anche per l'uso simbolico che fa della cinecamera, accennando al reale ma senza approfondire l'impatto sociale della tragedia umana che tratta.
Con le sue immagini degli sbarchi dei migranti sulle coste di Lampedusa, il film fa riflettere su uno dei grandi temi di risonanza europea dell'ultimo periodo.
Infatti solo nel 2015, secondo le stime dell'UNHCR, 65,3 milioni di persone sono state costrette a fuggire dai loro paesi a causa di conflitti, persecuzioni e povertà e oltre 3.200 sono morte nel Mediterraneo prima di raggiungere le coste europee.

Nel film, al quieto ritmo della vita dei pochi abitanti dell'isola si alterna la tragedia delle morti in mare e dei continui e consistenti arrivi e salvataggi dei migranti, alternanza che evidenzia ancora di più le contraddizioni e difficoltà di una situazione sociale faticosa.
In uno spazio così ristretto e poco popolato situato in una posizione di isolamento dal resto dell'Italia ma al contempo di centralità nel Mediterraneo si concentra il dramma dello sbarco continuo di profughi che si inserisce nella quotidianità degli isolani e insieme la sconvolge.
Protagonista, oltre ai paesaggi solitari dell'isola e alle immagini notturne degli sbarchi, è il dottor Bartolo, direttore sanitario dell'Asl locale, con la sua testimonianza ventennale di primo soccorso e assistenza dei migranti al momento del loro arrivo quando è lui a stabilire chi va in ospedale, chi al centro di accoglienza e chi invece è deceduto.
Rosi così motiva la sua decisione di terminare il film con le parole del medico: "Bartolo è riuscito a trasmette con le sue parole, la sua umanità, la sua immensa serenità, il senso della tragedia e il dovere del soccorso e dell'accoglienza. Ecco, questo mi serviva per chiudere il film".

Osannato dalla critica, in Italia non ha incontrato lo stesso favore del pubblico guadagnando poco meno di 800mila euro. Dimostrazione della crescente distanza tra i due e di un pubblico sempre meno disposto a riconoscere la tragica realtà che lo circonda evitando i telegiornali che denunciano le morti nel Mediterraneo e in questo caso anche le sale cinematografiche che ne ripropongono il tema.
Il film sarà comunque a disposizione di tutti per l'approfondimento la sera di lunedì 3 ottobre, giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione, quando verrà trasmesso su Raitre.