Firenze, gommoni su Palazzo Strozzi. L'opera di denuncia di un artista cinese da discutere

15/09/2016 di Redazione
Firenze, gommoni su Palazzo Strozzi. L'opera di denuncia di un artista cinese da discutere

Fa discutere l'installazione dell'attivista per i diritti civili cinese, una delle 60 opere che comporrà la mostra "Ai weiwei. Libero", e che sarà ospitata nei prossimi mesi in vari spazi del capolavoro dell'architettura rinascimentale. L'iniziativa vuole richiamare l'attenzione sulla questione dei migranti, ma non convince tutti. Sui social network è partita la disputa tra favorevoli e contrari, ma anche lo storico dell'arte Tomaso Montanari plaude l'iniziativa: "Per una volta, Firenze non è costretta ad ospitare un 'contemporaneo di seconda mano', con 'novità' ideate dieci o vent'anni prima per altri luoghi. Quella di Ai Weiwei è un'opera pensata specificamente per Palazzo Strozzi: e trovo interessante, ad esempio, l'analogia tra la forma dei gommoni e quella dell'arco acuto che caratterizza le bifore. Un'analogia - prosegue Montanari - che rispetta le linee del palazzo e al contempo la altera con un messaggio fortissimo. Noi siamo abituati a pensare alla tragedia dei migranti come qualcosa di lontanissimo dal lusso dell'arte: Ai Weiwei ci ricorda che non è così, ed è particolarmente significativo che lo faccia in una città come Firenze, che si sta trasformando sempre più in una bomboniera per turisti, seguendo lo sciagurato esempio di Venezia". 

Nella mattinata del 12 settembre, residenti e turisti fiorentini hanno assistito a uno spettacolo insolito: un braccio meccanico era impegnato a fissare dei gommoni arancioni sulle facciate di Palazzo Strozzi. Si chiama "Reframe" l'installazione preparata dal cinese Ai Weiwei, fra i più celebrati e discussi artisti contemporanei. I gommoni utilizzati in tutto sono 22, e sono stati collocati, come "nuove cornici" - da qui il titolo dell'opera - delle bifore del secondo piano della struttura, capolavoro dell'architettura rinascimentale. Il significato dell'iniziativa? Richiamare l'attenzione internazionale sulla irrisolta questione dei migranti. "Un problema attuale, davvero legato alla contemporaneità", ha spiegato Ai Weiwei, che ha poi precisato: "Il mio lavoro riguarda sempre l'umanità di oggi". L'installazione "Reframe" non è che una delle 60 opere che comporranno la mostra "Ai weiwei. Libero": una retrospettiva dedicata ai 30 anni di carriera dell'artista cinese, da molto tempo impegnato nella lotta per i diritti sociali e umanitari, accanito oppositore del regime di Pechino, fino al punto di essere arrestatonel 2011 e detenuto per 81 giorni in una località segreta per volere del governo del suo Paese. La mostra occuperà, nel suo complesso, vari spazi di Palazzo Strozzi, dal cortile al piano nobile, fino ai sotterranei della Strozzina e alla facciata, e si terrà dal prossimo 23 settembre fino al 22 gennaio 2017.