Francia, tensioni sui migranti. Hollande in visita a Calais: “giungla” smantellata entro l’anno

29/09/2016 di Redazione
Francia, tensioni sui migranti. Hollande in visita a Calais: “giungla” smantellata entro l’anno

Smantellare la «giungla » di Calais entro la fine del 2016. Questo l'impegno preso da François Hollande, in visita nella città del nord della Francia da cui parte il tunnel ferroviario e i traghetti verso il Regno Unito. Il presidente non si è recato nell'immenso campo-profughi che sorge su una discarica dismessa e in cui vivrebbero circa 10 000 persone, ma ha parlato dal centro-città, ribadendo l'impegno a chiudere il campo prima della scadenza del suo mandato e delle nuove elezioni che avranno luogo nella prima metà del 2017. Nel campo le condizioni di vita sono disagiatissime e quelle igieniche intollerabili secondo quanto riportato dalle Ong impegnate sul campo.
Il piano del governo è quello di ripartire entro la fine dell'anno gli "abitanti" della giungla nei 140 centri di accoglienza temporanea realizzati in 80 dipartimenti francesi. Il presidente ha però ribadito, probabilmente in risposta al clima di tensione che ha visto già numerosi sindaci rifiutarsi di accogliere altri migranti, che la Francia non diventerà "un paese di accampamenti". Hollande ha chiesto inoltre un impegno maggiore da parte del Regno Unito nella gestione della situazione, che però ha ribadito che la competenza nella gestione dell'emergenza ricade sulla Francia. Per Londra bastano i 2,7 milioni di euro già stanziati per la costruzione di un muro "vegetale" alto 4 metri che costeggerà l'autostrada nei pressi di Calais per circa 1km e pensato per limitare i frequenti "assalti" ai camion diretti nel Regno Unito da parte dei migranti. I lavori sono cominciati il 20 settembre ma la sindaca di centro-destra di Calais si oppone alla costruzione e ha intrapreso un'azione giudiziaria per bloccare al più presto i lavori: "Gli abitanti di Calais si sono stufati di vedere muri e fili spinati ovunque, ci sentiamo completamente intrappolati".
La "fretta" di Hollande nell'affrontare la situazione, sembra legata al fatto che la vicenda di Calais - e dei migranti in generale - è diventata ormai uno degli argomenti centrali della campagna elettorale in vista delle elezioni presidenziali. Sarkozy, aspirante candidato per il centro-destra, si è infatti recato in visita nelle cittadina del Nord la settimana scorsa e ha attaccato il governo per la gestione della situazione e messo in guardia rispetto al rischio di un moltiplicarsi, su tutto il territorio nazionale, di situazioni simili a quella della giungla. Inoltre, il dipartimento del Nord-Pas-de-Calais, storica roccaforte operaia e di sinistra, si è trasformata negli ultimi anni nel "feudo" del Front National di Marie Le Pen, e in parte di formazioni ancora più estremiste, come l'organizzazione xenofoba e nazionalista "Génération Identitaire", che aprirà a giorni una sede-bar "riservata ai soli cittadini francesi", a Lille, città tradizionalmente rossa e proletaria.