I voucher sostengono l'economia del nostro paese

22/09/2016 di Redazione
I voucher sostengono l'economia del nostro paese

I voucher, i buoni lavoro da 10 euro con cui pagare le prestazioni di lavoro occasionale, hanno subito un'impennata preoccupante: nei primi mesi del 2016 infatti, ne sono stati venduti e attivati 84,3 milioni. Secondo le stime fornite dall'ultimo osservatorio sul precariato dell'Inps, un incremento del 36,2% rispetto al 2015. Numeri e percentuali che gonfiano i dati positivi sull'occupazione nel secondo trimestre, diffusi dall'Istat. Chi percepisce un reddito o viene pagato attraverso questi buoni, risulta infatti tra le fila degli occupati. 
"Sbagliato alla sua origine", i sindacati confederali parlano di abuso per uno strumento che avrebbe dovuto far emergere il lavoro nero, che avrebbe regolarizzato le prestazioni occasionali con cui arrotondare lo stipendio o la pensione.10 euro con un 13% all'Inps e un 7% all'Inail, nelle tasche di chi lavora rimangono 7, 50 euro. Pensato per retribuire il lavoro accessorio, il voucher invece è stato per il 37% dei lavoratori "beneficiari" l'unica forma di reddito nel 2015, sempre dati Inps. È lo stesso presidente dell'istituto previdenziale, Tito Boeri, a definirli "la nuova frontiera del precariato", un fenomeno "da guardare con grande attenzione, che in alcuni casi crea precarietà ed è controproducente". Nel 2008 erano 24.000 i lavoratori pagati con il tagliando. Nel 2015, 1,4 milioni.
La riforma Fornero estese l'utilizzo dei voucher al commercio, ai servizi e all'agricoltura. Nel 2008 infatti, il buono venne introdotto per pagare i lavoratori stagionali durante il periodo della vendemmia. Il Jobs act poi ha portato a 7mila euro il tetto massimo di reddito percepibile attraverso i voucher. 
Nel 2015, Claudio Treves, segretario generale di Nidil Cgil, come riportato dal sito de Il Fatto Quotidiano, replica alle mosse del Governo, "a rischiare di più da questo smascheramento del lavoro strutturato sono soprattutto i lavoratori stagionali che rischiano di vedersi negato un contratto di collaborazione regolamentato, con una forma di lavoro subordinato che viene così trasferita nel lavoro accessorio. I casi sono noti: il personale che lavora nei villaggituristici da giugno a settembre o i ragazzi che fanno volantinaggio".
A completare il quadro è sempre l'Inps rilevando che il saldo tra assunzioni stabili e licenziamenti e pensionamenti è crollato del del 83,5% rispetto alle 465.143 unità dei primi sette mesi del 2015. Il taglio degli incentivi fiscali frena le assunzioni, contratti a tempo indeterminato si riducono del 33,7%, mentre i contratti di apprendistato aumentano del 15% e quelli stagionali dimuiscono del 9%.