il “Baligrafo” della pace in Colombia

29/09/2016 di Redazione
il “Baligrafo” della pace in Colombia

Firmato l'accordo di pace tra il governo colombiano e le Farc. Immortalati in uno scatto fotografico che farà la storia di un paese, Juan Manuel Santos, il presidente della Colombia, stringe la mano a Rodrigo Lodono Echeverri, detto "Timochenko", leader delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia. 52 anni e 218 mila morti sono i numeri di un conflitto che ha lacerato il paese. 15 presidenti, 27 ministri degli Esteri, il segretario dell'Onu Ban-Ki Moon, Raul Castro che suggella la stretta di mano, John Kerry, segretario di Stato Usa e 2500 invitati, vestiti rigorosamente di bianco, erano presenti all'imponente cerimonia di Cartagena.
Tre anni di trattative all'Avana, un documento di 297 pagine, una firma che "rappresenta semplicemente la fine del conflitto. Poi inizia il lavoro difficile: la ricostruzione del paese" e 47 milioni di colombiani ad assistere. Il gruppo marxista scelse la clandestinità e la lotta armata per conquistare le zone rurali, governarle in autonomia con le comunità contadine, dove il partito comunista aveva un forte radicamento. L'obiettivo, la collettivizzazione delle terre, una riforma agraria tanto attesa che il governo non era disposta a concedere. Manuel Marulanda, Tirofijo il nome di battaglia, ne era il capo. L'assassinio del candidato alla presidenza del Partito liberale, Jorge Eliecer Gaitan, la Bogotazo, l'insurrezione popolare, con saccheggi e incendi per le strade di Bogotà, la repressione e lo stato di polizia, le manifestazioni represse nel sangue, l'esercito e il colpo di stato, crearono il terreno fertile per la costruzione di organizzazioni che radicalizzassero il dissenso, incanalando malcontento sociale. La "violencia" pervase il paese, le istituzioni democratiche erano deboli e incapaci, il narcotraffico negli anni '80 allargava le maglie del proprio potere, inghiottendo interi apparati dello stato, tangenti e clientelismo: Pablo Escobar era, secondo la rivista Forbes, il settimo uomo più ricco del pianeta, tonnellate di cocaina del cartello di Medellin raggiungevano le coste di tutto il mondo.
Decine furono le tregue, due gli accordi che il governo colombiano strinse con le Farc. Nel 1984 infatti, con il presidente Belisario Betancourt, le Farc stipularono i cosiddetti "accordi della Uribe" che prevedevano il cessate il fuoco immediato, la decentralizzazione amministrativa e la piena agibilità politica per tutti i movimenti. Fondarono poi un partito, "Union Patriottica" che portò in parlamento 14 ex guerriglieri.
L'influenza statunitense negli affari di Bogotà pesava sempre di più. La dottrina Reagan e la guerra di posizione.  Agenti della Cia e della Dea erano pronti, in pianta stabile , a combattere il "comunismo", finanziando addirittura squadre della morte, veri e propri "vigilantes" ai servizi dei vecchi fazenderos. Guerriglia sulle montagne di Antioquia, 25 mila sequestri, 75 mila sfollati, i rastrellamenti nelle campagne e gli attentati, il narcotraffico e i suoi laboratori da miliardi di dollari. I leader del partito del UP vennero assassinati e il processo di normalizzazione scomparve nell'ennesima spirale di violenza. Fu la Norvegia, la Croce Rossa, il vaticano e la Cuba comunista a spingere per un nuovo accordo di pace nell'ottobre del 2012. "Ricostruire un paese" con un "baligrafo", una pallottola trasformata in una penna stilografica, con cui l'intesa è stata firmata. Dalla riforma agraria alla partecipazione politica, il reinserimento nella società di chi ha passato una vita nella foresta, una tregua bilaterale con lo scioglimento delle Farc e la riconsegna delle armi. "La guerra è finita. Viva la Colombia, viva la pace", così Luciano Marin Arango, dirigente dell'organizzazione, saluta l'accordo, durante la X conferenza delle Farc.
Intanto diversi paesi sosterranno la fase transitoria di riconciliazione, soldi per incentivare lo sviluppo della Colombia. Federica Mogherini, l'Alto rappresentante per la politica estera Ue, dichiara, "La pace è possibile. La Colombia dopo un conflitto durato mezzo secolo ha il coraggio di voltare pagina" e annuncia che l'Unione europea ha deciso di sospendere le Farc dalla lista internazionale dei gruppi terroristi.