#IoStoConAylan: l’iniziativa di sensibilizzazione di Save The Children contro le morti di bambini in mare

09/09/2016 di Redazione
#IoStoConAylan: l’iniziativa di sensibilizzazione di Save The Children contro le morti di bambini in mare

Il 2 settembre di un anno fa l'opinione pubblica mondiale fu scossa dalla foto di Aylan Kurdi, raffigurante un bambino siriano su una spiaggia turca, morto annegato nel tentativo di raggiungere la Grecia con la sua famiglia. Circolata da un continente all'altro, e rimbalzata dai vari media, l'immagine sollevò un'ondata di commozione ed indignazione, divenendo simbolo dei minori migranti in fuga da guerre, violenze, catastrofi naturali ed ambientali, e travolti nel destino comune di famigliari ed altri adulti.
Aylan risultava uno dei 700 bambini morti nel mar Mediterraneo nel 2015. A distanza di mesi, di recente Amnesty International ha alzato nuovamente la voce in merito, denunciando la mancanza di risposte concrete sulla crisi dei rifugiati da parte delle diverse autorità ed istituzioni responsabili. L'esamina della proposta del segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon relativa ad un Global Compact è slittata al 2018, con l'effetto di rinviare ancora l'assunzione di una presa d'atto efficace sulle modalità di intervento contro il dramma dei decessi in mare.
Anche Save The Children si è mobilitata, e nel primo anniversario della scomparsa di Aylan ha lanciato l'appello #IoStoConAylan, diffondendo a partire dai social media un'iniziativa virale di sensibilizzazione. Save The Children ha voluto dire basta alle centinaia di morti di bambini e minori e dei loro famigliari, alla disperata ricerca di migliori condizioni di vita presente e futura in Europa.
Nel 2016, tra gli oltre 272 mila migranti arrivati via mare nel continente, si segnala che 1 su 3 è un bambino. Più di 3000 persone sono morte nello stesso periodo in naufragi avvenuti nel Mediterraneo centrale e nell'Egeo.
La campagna ha trovato spazio anche in occasione della 73a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, grazie al sostegno offerto dalla testata Fabrique du Cinéma e da attori e protagonisti presenti alla manifestazione, che si sono posti in prima linea per l'appello  #IoStoConAylan.
Il ricordo delle tante tragedie di bambini come Aylan, e di tutti coloro che non riescono a raggiungere le agognate terre d'Europa, impone un impegno maggiore nei campi della tutela, dell'accoglienza famigliare e dell'accompagnamento di quei minori che cercano di ricongiungersi ai propri genitori e parenti. Il dramma dei minori non accompagnati, infatti, resta in primo piano, come attestano il numero denunciato da Fondazione Migrantes relativo ai 40 mila minori sbarcati sulle coste italiane tra il 2014 e il 31 agosto 2016.