Mancano i fondi, almeno 20 mila richiedenti asilo rischiano di finire in strada

29/09/2016 di Redazione
Mancano i fondi, almeno 20 mila richiedenti asilo rischiano di finire in strada

Mancano 600 milioni di euro ai fondi destinati per l'accoglienza, organizzazioni e associazioni rischiano di dover sospendere il servizio con almeno 20 mila richiedenti asilo che a breve potrebbero rimanere fuori dalle strutture e liberi di circolare in Italia in attesa di una nuova sistemazione.
I fondi che il Mef deve ancora erogare per l'accoglienza ammontano a circa 600 milioni di euro: al debito ereditato dal 2015 (circa 210 milioni) si aggiungono i soldi previsti per coprire le spese del 2016 (più di un miliardo di euro).
Organizzazioni umanitarie e cooperative che ormai da sei mesi attendono il pagamento delle spese per l'assistenza ai migranti rischiano il collasso: «Se il problema non sarà risolto saremo costretti a sospendere il servizio».
Secondo Giuseppe Guerini, il presidente di Confcooperative «non ci sono mai stati ritardi così eclatanti e oltre al rischio altissimo di non poter più provvedere all'assistenza, c'è anche un problema legato all'occupazione. Da oltre sei mesi i dipendenti non ricevono lo stipendio».
La procedura di richiesta d'asilo prevede attese molto lunghe, durante le quali la legge sancisce l'accoglienza del richiedente in strutture apposite. Nei centri devono essere assicurati diversi servizi e talvolta professionalità specifiche per provvedere oltre al controllo di chi non ha ancora ricevuto lo status anche alla loro dimora, i pasti, l'assistenza giornaliera e tutti gli aspetti (come quello linguistico e di supporto psicologico) che contribuiscono alla loro integrazione sociale.
Attualmente sono ben 160.030 le persone ospitate nel sistema di accoglienza. Il piano del governo definito "emergenziale" nonostante l'unica effettiva emergenza sia appunto la mancanza di fondi, discusso tra il ministro e Fassino in un incontro al Viminale e da approvare la prossima settimana, prevede l'ampliamento della platea dei Comuni ospitanti, per giungere ad un'equa distribuzione dei richiedenti asilo su tutto il territorio nazionale. Al riguardo, Alfano si rifiuta di parlare di commissariamento e sulla scelta di Fassino come coordinatore del piano aggiunge: "È un soggetto istituzionale fino ad oggi mio interlocutore come presidente dell'Anci. E' persona che stimo molto, è stato leale sul tema immigrazione e, finito il mestiere all'Anci, potrebbe fare un lavoro complementare a quello che ciascuno di noi sta facendo".
Riguardo all'erogazione dei fondi il Ministro invece si esprime così: «Il problema delle risorse è vero. Ma io non sono un centro autonomo di spesa, quando il Mef dà i soldi pagheremo, altrimenti non posso pagare».