Morto Carlo Azeglio Ciampi, "l'uomo delle istituzioni"

22/09/2016 di Redazione
Morto Carlo Azeglio Ciampi, "l'uomo delle istituzioni"

Il 16 settembre, all'età di 95 anni, è morto Carlo Azeglio Ciampi, l'ex presidente della Repubblica italiana, ricoverato da tempo nella clinica romana Pio XI. Nella sala Nassirya del Senato, la camera ardente, il feretro dell'ex capo di Stato e i saluti dei politici e degli amici di vecchia data. Lunedì, il funerale in forma privata nella parrocchia di San Saturnino Martire, "A Carlo farà piacere essere salutato da tutti quei cittadini del quartiere dove abitiamo e che per anni lo hanno incontrato in chiesa", sono le parole di donna Franca, la moglie. Giornata di lutto nazionale e bandiere a mezz'asta.
"Ciampi è stato un grande italiano e un grande europeo" così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, definisce il suo predecessore, "Ha legato il suo nome alla nascita dell'euro, e alla non scontata partecipazione dell'Italia al gruppo di testa. La sua determinazione è diventata un motore trainante per l'intero Paese".
Nato nel 1920 a Livorno, la Normale di Pisa nel 1942, una laurea in lettere e una in Giurisprudenza, Carlo Azeglio Ciampi guidò la Banca Centrale per 14 anni, nel momento più difficile e disperato della nostra Repubblica. La riforma che portò alla separazione tra ministero del Tesoro e Banca Centrale, venne partorita nelle sue stanze: un lascito controverso, l'autonomia della Banca d'Italia che molti storici e studiosi considerano la causa dell'enorme balzello, dell'impennata, del debito pubblico negli anni 80.
"Costruttore dell'Unione economica e monetaria europea - afferma Mario Draghi, presidente della Bce, su Repubblica - Vi volle l'Italia fin dall'inizio: Volle che la Banca Centrale Europea, come prima la Banca d'Italia, fosse indipendente dal volere dei governi".
Nel 1996 fu ministro dell'Economia, il governo era quello di Prodi, la vittoria fu dell'Ulivo. Sostenne la moneta unica, l'entrata nell'euro, una campagna vincente, nonostante i pronostici fossero disastrosi, un economia drogata e pompata da un debito pubblico alle stelle, nuove regole, nuovi parametri ad aspettare alla porta.
"Sono sempre stato colpito dalla sua carica umana e dalla sua autorevolezza. È infatti per queste sue grandi doti che gli sono stati affidati i compiti più alti proprio nei momenti di maggiore difficoltà del nostro paese - il ricordo di Romano Prodi, mentre si attardano le cariche pubbliche a Palazzo Madama - A lui e al suo impegno si deve la riscoperta dei simboli che rappresentano la nostra comune appartenenza e quel sentimento di unità che ci lega quali cittadini di una stessa nazione. Senza mai rinunciare al suo spirito fortemente europeista, Ciampi ha vissuto sempre come cittadino europeo nato in terra d'Italia indicando così alle nuove generazioni un orizzonte più vasto e irrinunciabile".
L'ultimo incarico nel 1999 come capo dello Stato, fu Presidente della Repubblica, eletto con una maggioranza schiacciante, andando a sostituire Oscar Luigi Scalfaro. L'uomo delle istituzioni, della parata militare del 2 giugno, dei valori nazionali e costituzionali, il Risorgimento.
"Politicamente parlando, Ciampi è uno dei traditori dell'Italia e degli italiani, come Napolitano, Prodi e Monti - Matteo Salvini, il leader del Carroccio - si porta sulla coscienza il disastro sulle spalle di 50 milioni di italiani"