Avere 10 anni: il nostro futuro dipende da queste bambine

13/10/2016 di Redazione
Avere 10 anni: il nostro futuro dipende da queste bambine

Martedì 11 ottobre è stata la V Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze, la cui sicurezza, la cui vita, è rientrata tra i 17 obiettivi dell'Agenda dell'Onu da raggiungere entro il 2030 per realizzare un futuro sostenibile. Tra i soggetti al centro delle nuove politiche internazionali si collocano bambine e ragazze.
A Roma il 20 ottobre verrà presentato da Aidos e Unfpa (il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) alle ore 11.00, presso la Sala Stampa Estera (via dell'Umiltà 83/C) il nuovo Rapporto 2016 sullo stato della popolazione nel mondo dal titolo "Avere 10 anni: il nostro futuro dipende da queste bambine". Avere 10 anni è visto come un momento spartiacque nella vita di una bambina: a quell'età alcune sono forzate a sposarsi, altre sono costrette ad abbandonare la scuola, altre ancora sono considerate merce da vendere o acquistare.
L'indagine alla base del rapporto vuole analizzare questa categoria sociale seguendo la vita di dieci bambine trasversalmente al Paese di origine seppur con le dovute differenze culturali, economiche e ambientali. Questa attenzione rientra nel raggiungimento del Goal 5: l'uguaglianza di genere e l'empowerment di donne e ragazze.
In Italia, rileva il dossier della Campagna InDifesa di Terre des Hommes 2016, negli ultimi cinque anni il numero di vittime minorenni di reati è passato dai 4.946 del 2011 ai 5.080 del 2015, di questi il 60% sono bambine e ragazze. Riguardo alle violenze sessuali, salgono invece all'87%, mentre rappresentano il 91% dei casi di minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico. La denuncia di Terre des Hommes conferma infatti il drammatico aumento della pornografia minorile fino al 543%, uno dei settori di sfruttamento dei minori che gode di maggiore richiesta sul mercato. Per quanto concerne la percentuale di atti sessuali con minori di 14 e 16 anni, si rileva un aumento del 148% con il 78% delle vittime femminili.
Aumentano anche i minori di sesso maschile condannati per violenze sessuali, talvolta responsabili dello sfruttamento della pornografia e della prostituzione delle loro coetanee.
Tante ragazzine vittime di privazioni e violenze sono quelle che riescono a raggiungere le nostre coste dopo viaggi lunghissimi durante i quali hanno subito traumi di ogni genere. Partono con speranza dai loro Paesi ma una volta raggiunta l'Europa presto finiscono nel giro della tratta e della prostituzione senza possibilità di uscire da un tunnel infinito di abusi.
Migliaia di donne e ragazze nei Paesi in guerra vengono arruolate con la forza da eserciti regolari e gruppi di ribelli o spinte dalla povertà e l'esclusione sociale delle loro famiglie sono costrette a sposarsi e rimanere incinta precocemente, come nel caso delle profughe siriane.
Tra le notizie di questi giorni, l'Iran viola ancora una volta l'impegno a vietare le condanne a morte per i minori punendo Zeinab, giovane iraniana colpevole di aver ucciso il marito violento come estrema difesa quando aveva 17 anni dopo aver a lungo subito gli abusi fisici e verbali di lui e del fratello dello stesso e averli invano ripetutamente denunciati.

Di seguito il link per consultare il dossier di Terre des Hommes presentato a Roma il 10 ottobre: http://www.terredeshommes.it/dnload/InDifesaDossier_2015.pdf?lang=it