Blitz neofascista al Maxxi pro Assad

13/10/2016 di Redazione
Blitz neofascista al Maxxi pro Assad

"Il blitz di questa mattina al Maxxi di Roma è un monito lanciato a media e bugiardoni di regime: non rimarremo silenti di fronte alla guerra in Siria" è l'incipit del comunicato stampa firmato da Alessio Costantini, responsabile romano di Forza Nuova. Nelle prime ore della mattina dell'8 ottobre infatti, una ventina di militanti dell'organizzazione neofascista ha fatto irruzione nella sala Spazio D del museo Maxxi di Roma, che ospitava la mostra "Nome in codice: Caesar. Detenuti siriani vittime di tortura". Il museo esponeva una selezione accurata delle 55mila foto scattate da un ex fotografo della polizia militare siriana, nome in codice Caesar appunto, che documentano le sevizie, le torture, l'abominio perpetrato nelle carceri siriane, le violenze del regime, gli oppositori pestati a morte. La mostra era promossa da FNSI, Amnesty International Italia, FOCSIV, Un ponte per... Unimed e Articolo21.

"Forza Nuova è con Assad fin dall'inizio dell'aggressione alla Siria e si batterà fino all'ultimo per la pace e la libertà". Un blitz in vera regola, con tanto di megafonata, il lancio dei volantini, gli slogan urlati e le teste rasate, lo striscione srotolato con le bandiere della Russia che sventolavano - Con Assad e Putin fino alla vittoria - in riga, schierati, il logo di Forza Nuova in prima linea.

I venti militanti hanno accusato i visitatori della mostra di "simpatizzare" per l'Isis, sbraitavano rivolti alle teche che contenevano le foto, maledicendo "la disinformazione globalista" che dipinge Assad e il presidente russo Putin come i "cattivi", "in realtà unici veri pacificatori nella regione, unici a combattere il terrorismo dell'Isis e a difendere l'Italia e l'Europa dall'immigrazione e dalle bombe". L'organizzazione umanitaria Human Rights Watch aveva analizzato le immagini fornite da "Caesar", pubblicando poi un rapporto dettagliato, "Se i morti potessero parlare - Uccisioni e torture di massa nelle strutture di detenzione in Siria": 28.707 foto mostrano almeno 6.786 persone mutilate e uccise nelle prigioni del regime di Damasco. Netta la replica dell'associazione Un ponte per... uno dei promotori della mostra, "Questa irruzione ha rinsaldato la comune determinazione a far circolare quanto più possibile questa mostra in tutta Italia. Denunciamo con forza questo gesto e chiediamo a chi ha cuore quegli stessi valori di fare altrettanto" e il segretario generale del Maxxi, Pietro Barrera, "Questa sguaiata provocazione di FN, che fortunatamente non ha provocato danni, conferma quanto sia importante il nostro impegno per la difesa dei diritti umani ovunque essi vengano calpestati"