È morto Dario Fo

13/10/2016 di Redazione
È morto Dario Fo

Pilastro della cultura e della vita politica italiana, intellettuale e artista poliedrico, attore, sceneggiatore, comico, scrittore, premio Nobel per la Letteratura, attivo e impegnato fino all'ultimo, Dario Fo si è spento stanotte presso l'ospedale Sacco di Milano dove era stato ricoverato da qualche giorno per problemi respiratori.
"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa". Così conferma il suo inarrestabile impegno civile, sociale e politico che manifestava e diffondeva attraverso l'arte e la letteratura.
Il 20 settembre aveva presentato a Milano il suo ultimo libro "Darwin ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?", dedicato al padre dell'evoluzionismo.
La sua attività continua su tutti i fronti è esempio di una vita dedicata a insegnare e denunciare la corruzione e la manipolazione del potere politico, del suo talento carismatico che lui impiegava per risvegliare le masse e muoverle all'azione, vestendo i panni alternativamente dell'attore, dello scrittore, dell'autore di canzoni, del pittore, regista, scenografo, saggista e politico. Ma quello per cui è maggiormente ricordato è la satira politica, strumento principe di provocazione e critica che gli valse il Nobel «perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo dignità agli oppressi» dichiararono gli Accademici svedesi.
Dovremmo imparare dall'esempio illuminato del suo poliedrico impegno che creativamente trasformava l'attualità in critica e sapeva interpretare la vita culturale e politica contemporanea per scardinarne le convenzioni.
"Mi sembra di essere tornato indietro di molti anni, alla fine della guerra, l'ultima guerra mondiale. Ci fu una festa come questa e c'era tanta gente come siete voi: felici, pieni di gioia e, non dico speranza, la speranza lasciamola a parte, ma di certezza che si sarebbe rovesciato tutto e non ci siamo riusciti. Fatelo voi per favore, fatelo voi! Ribaltate tutto per favore." È arrivato il momento di cogliere il suo incoraggiamento e prendere ispirazione dall'eredità che ci ha lasciato come cittadini italiani, del mondo e suoi contemporanei che è inestimabile ed eterna.

"C'è una regola antica nel teatro. Quando hai concluso non c'è bisogno che tu dica altra parola. Saluta e pensa che quella gente, se tu l'hai accontentata nei sentimenti e nel pensiero ti sarà riconoscente", così Fo salutava la moglie ai suoi funerali nel 2013 e così, con estrema riconoscenza, ci sentiamo di salutarlo noi