I fumi tossici dell’Ilva di Taranto uccidono

06/10/2016 di Redazione
I fumi tossici dell’Ilva di Taranto uccidono

Nei quartieri Tamburi, Borgo e Paolo VI, nella città di Taranto, L'Ilva ha segnato la vita di molte persone. Tumori ai polmoni, malattie cerebrovascolari e infezioni, un boom di decessi tra il 2008 e il 2014 per cause respiratorie, con un nesso evidente e chiaro tra l'inquinamento e la mortalità nei rioni a rischio di Taranto. È il tragico resoconto dello "studio di coorte sugli effetti delle esposizioni ambientali ed occupazionali sulla morbosità e mortalità della popolazione residente a Taranto" del Centro Salute e Ambiente della Regione Puglia. "L'esposizione continuata agli inquinanti emessi dall'impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi nell'organismo umano che si traducono in eventi di malattia e morte". Un aumento del 4% del rischio di mortalità, un incremento del 10% per infarto del miocardio e del 5% per tumore polmonare: la causa, l'emissione senza controllo di polveri sottili industriali e di anidride solforosa. Più l'Ilva produce, più gli impianti siderurgici carburano veleno, inquinando, più crescono tumori e infezioni alle vie respiratorie per i quartieri attorno alla cinta muraria dello stabilimento tarantino.  "Si è assistito - affermano gli scienziati, capitanati dal professor Francesco Forastiere -  a variazioni positive nei tassi di mortalità fino al 2012, a seguito di incrementi del Pm10 di origine industriale, per poi osservare una riduzione sia dell'inquinamento che della mortalità nel 2013 - 2014". Un'analisi puntuale che evidenzia il parallelismo "speculare" del tasso di mortalità ai livelli di produttività e di inquinamento dell'Ilva. "Almeno una parte della mortalità associata all'esposizione ad inquinanti ambientali dunque può essere prontamente reversibile al diminuire della esposizione". Nel periodo che va dal 2006 al 2011 infatti,  è imputabile alle polveri sottili un aumento del 29% e per l'anidride solforosa un incremento del 42% rispetto al rischio di tumori. "Oggi abbiamo presentato il più approfondito studio epidemiologico che riguarda gli effetti dell'inquinamento Ilva di Taranto sulla popolazione residente" il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, alla presentazione del rapporto, sottolineando poi la necessità di un immediato intervento del Governo, "si tratta di provvedimenti urgenti che solo il governo può utilizzare, dando istruzione ai commissari per la regolazione delle attività dell'impianto".