Il diritto allo studio per gli alunni disabili è a rischio

06/10/2016 di Redazione
Il diritto allo studio per gli alunni disabili è a rischio

La Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down si celebra domenica 9 ottobre con eventi in tutta Italia ed è incentrata sull'autonomia e sul messaggio che, se adeguatamente seguite e supportate, le persone con sindrome di Down possono raggiungere risultati importanti e duraturi per la loro vita indipendente.
Il diritto allo studio degli alunni con disabilità si realizza, secondo la normativa vigente, attraverso l'integrazione scolastica, che prevede l'obbligo dello Stato di predisporre adeguate misure di sostegno, alle quali concorrono a livello territoriale, con proprie competenze, anche gli Enti Locali e il Servizio Sanitario Nazionale. La comunità scolastica e i servizi locali hanno pertanto il compito di "prendere in carico" e di occuparsi della cura educativa e della crescita complessiva della persona con disabilità, fin dai primi anni di vita. Tale impegno collettivo ha una meta ben precisa: predisporre le condizioni per la piena partecipazione della persona con disabilità alla vita sociale, eliminando tutti i possibili ostacoli e le barriere, fisiche e culturali, che possono frapporsi tra la partecipazione sociale e la vita concreta delle persone disabili.
Secondo l'indagine svolta dall'Istat in collaborazione con il MIUR, la presenza di alunni con disabilità tra i banchi di scuola è in aumento. Nell'anno scolastico 2014-2015 sono 153.848 (3,4% del totale degli alunni), di cui 86.985 nella Primaria e 66.863 nella Secondaria di I grado. La disabilità intellettiva e i disturbi dello sviluppo rappresentano i problemi più frequenti negli alunni in entrambi gli ordini considerati. Si stima che circa l'8,5% delle famiglie con alunni con disabilità nella scuola primaria e il 6,8% nella secondaria abbiano presentato negli anni un ricorso per ottenere l'aumento delle ore di sostegno. Gli insegnanti di sostegno restano sempre troppo pochi garantendo il rapporto di un solo docente per due alunni. Secondo il sindacato Anief manca all'appello un professore specializzato su tre, si è passati dai 117.000 dello scorso anno ai 124.572 che comprendono i 28.092 in deroga, dove in alcune regioni del Sud sono spesso finiti insegnanti senza la specializzazione per evitare il trasferimento al Settentrione.

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A Bari nei giorni scorsi i genitori hanno protestato davanti la sede della presidenza della Regione per chiedere garanzie sul trasporto scolastico e l'assistenza specialistica nelle scuole. A Milano il problema riguarda 500 studenti delle superiori: le casse della Città metropolitana sono vuote e il servizio di trasporto costerebbe almeno 3,4 milioni che nessuno ha intenzione di tirar fuori. In Sicilia sono circa 2000 i disabili senza il servizio di trasporto e assistenza.
Quanto alle barriere architettoniche, resta ancora elevata la quota di plessi scolastici che ne hanno. Nel Mezzogiorno si registra la percentuale più bassa di scuole che hanno scale a norma (77,2% primarie e 86,6% secondarie) e servizi igienici a norma (72,4% primarie e il 77,3% secondarie di I grado). Le scuole sono invece poco accessibili in tutto il territorio nazionale se si considera la presenza di segnali visivi, acustici e tattili per favorire la mobilità all'interno della scuola di alunni con disabilità sensoriali, oppure la presenza di percorsi interni ed esterni accessibili.
Insomma, l'accesso pieno al diritto all'istruzione da parte degli alunni disabili sembra ancora troppo minato da innumerevoli problematiche di diverso tipo ed entità.