Iraq offensiva Mosul, rischi umanitari enormi

20/10/2016 di Redazione
Iraq offensiva Mosul, rischi umanitari enormi

"Il tempo della vittoria è arrivato e le operazioni per liberare Mosul sono cominciate!" ha ribadito più volte alle televisione di Stato il premier iracheno Haider al-Abadi. Le forze armate irachene e della coalizione Internazionale infatti assediano la città di Mosul, bombardando la periferia settentrionale della città. È iniziata l'offensiva per riconquistare l'ultimo baluardo dello Stato islamico, è il 17 ottobre. Le truppe avanzano verso Bashiqa e al-Jazer coperte dall'artiglieria pesante, oltre 43 obiettivi dell'Isis sono stati distrutti. L'esercito iracheno e i peshmerga curdi hanno oltrepassato le prime linee del fronte, "Svolta nella guerra al terrorismo" afferma il presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno, Massud Barzani che dichiara inoltre, è quanto riportato dalla televisione curda Rudaw, che sono stati sottratti circa 200 chilometri quadrati allo Stato islamico. Secondo Sky Arabia, decine e decine di miliziani dell'Isis sono scappati dalla città,  portandosi dietro le famiglie, camuffandosi. Da quando le truppe statunitensi si ritirarono nel 2011, azioni militari di così grande portata in Iraq non se ne vedevano: riprendere Mosul e assestare un duro colpo al Califfato. Una missione difficile, un'operazione con rischi umanitari enormi. Le stime dell'Onu parlano chiaro, fino a un milione di persone potrebbero essere costrette ad abbandonare le proprie case. 60mila posti accertati, i campi appena allestiti sarebbero insufficienti ad accogliere gli sfollati.
"Chiedo di nuovo a tutte le parti nel conflitto di rispettare i loro impegni secondo le leggi umanitarie internazionali, di proteggere i civili e garantire il loro accesso all'assistenza cui hanno diritto e che meritano", ha detto il sottosegretario dell'Onu per gli affari umanitari e coordinatore delle emergenze, Stephen O'Brien, con una nota. "Alcune famiglie corrono il rischio estremo di trovarsi in mezzo al fuoco incrociato o sotto quello dei cecchini. I partner umanitari faranno tutto il possibile per sostenere le persone che potrebbero essere sfollate e coinvolte in questa operazione militare". In videoconferenza da Baghad, Lisa Grande, coordinatrice dell'Onu per l'Iraq, ha aggiunto "Stiamo lavorando senza sosta per aprire entro le prossime settimane altri 22 campi di emergenza che possano ospitare fino a 400 mila profughi in fuga da Mosul"
La Francia e l'Iraq intanto hanno annunciato per il 25 ottobre una riunione della coalizione militare anti-Isis, tra gli invitati anche la Turchia e i paesi del Golfo, per "preparare il futuro politico di Mosul". Il ministro degli Esteri italiani, Paolo Gentiloni, ha detto, "Non basterà liberare Mosul, bisognerà gestire la fase successiva in modo inclusivo e stabile".