L’Italia e una possibile misura universalistica contro la povertà assoluta

13/10/2016 di Redazione
L’Italia e una possibile misura universalistica contro la povertà assoluta

Il 17 ottobre 2016 ricorre il 29° anniversario della Giornata Mondiale della Lotta alla Povertà.
In Italia, questi anni di crisi economica hanno visto l'ampia diffusione della povertà assoluta, ovvero la completa mancanza di risorse economiche necessarie per conseguire uno standard di vita "minimamente accettabile", in altre parole, dignitoso.
Dal 2007 al 2015 si è verificato nel nostro Paese un sostanziale aumento della fascia di popolazione vulnerabile, dal 3,1% al 7,6%, ovvero da 1,8 a 4,6 milioni di persone si sono ritrovate in condizioni di indigenza assoluta. Un aumento esponenziale che fra l'altro non risulterebbe più localizzato esclusivamente al sud e nelle famiglie numerose senza reddito, ma che invece interessa oggi tutto il territorio nazionale e anche nuclei familiari piccoli con membri occupati in un impiego. Si tratta di una questione che necessita di una risposta urgente e concreta, poiché l'Italia è l'unico paese insieme alla Grecia a non avere una legislazione specifica sulle persone in stato di indigenza assoluta, nonostante il fatto che, come sottolineato nel rapporto, "La sua introduzione è stata richiesta da più parti sin dagli anni '90, senza trovare ascolto da nessuno dei Governi susseguitisi nel tempo".
Il governo Renzi sembra aver fatto dei piccoli passi in avanti, considerando che nel patto di stabilità per il 2016, sono stati stanziati per la prima volta dei fondi per questa categoria di persone che risultano tuttavia nelle sue forme attuali assolutamente insufficienti. L'introduzione del Reddito d'Inclusione Sociale proposto dall'Alleanza contro la Povertà in Italia (primo sodalizio volto a promuovere adeguate politiche contro l'indigenza nel nostro Paese, composto da 37 soggetti sociali, dai Comuni alle Regioni agli enti di rappresentanza del Terzo settore e proposto da Caritas e Acli) è una misura universalistica sia di sostegno al reddito sia di fornitura di una serie di servizi alla persona finalizzati al suo reinserimento sociale e/o lavorativo e primo passo in questa direzione. Con tale proposta si è cercato di evidenziare la necessità di un impegno continuo nel tempo, di uno sforzo coordinato tra le varie realtà già attive in questo senso con il fine di allargare le risorse disponibili a tutti i poveri. I nuovi stanziamenti finanziano due misure transitorie, il Sostegno per l'Inclusione Attiva (Sia) e l'Assegno per la Disoccupazione (ASDI), che nel corso del 2017 saranno assorbite nel Rei, la misura definitiva. Il disegno di legge delega, presentato dal Governo lo scorso febbraio, nelle prossime settimane subirà un ultimo esame e se verrà confermato, 2 miliardi saranno le risorse disponibili per il prossimo anno che permetteranno di intercettare solo il 35% della popolazione indigente. Tuttavia, la vera questione non sono tanto i fondi attualmente stanziabili ma la necessità di costruire un progetto pluriennale che incrementi progressivamente le risorse e quindi possa in futuro raggiungere chiunque si trovi in povertà assoluta.
La Caritas rileva anche che tale impegno richiede modalità di lavoro nuove, basate soprattutto sulla collaborazione interistituzionale e sulla costruzione di reti tra i soggetti territoriali per la presa in carico delle persone in povertà, "Sono percorsi inediti. Il punto è trasformare queste fatiche in un'occasione preziosa per iniziare a costruire un nuovo sistema di welfare rivolto ai poveri: l'unica strada possibile e ragionevole è renderle sin da subito parte di un Piano pluriennale di sviluppo", spiega nel suo Rapporto 2016 sulle Politiche contro la Povertà in Italia. La qualità della riforma verrà valutata in base alla capacità o meno di costruire un concreto progetto di cambiamento che porti a radicare, entro il 2020, un sistema di welfare rivolto ai più deboli e adeguato al contesto italiano.
Quando si parla di povertà, alla priorità del contrasto all'indigenza materiale si affianca la lotta alle ingiustizie e alle disuguaglianze sociali, in altre parole la povertà dei diritti. La rete di Miseria Ladra con l'obiettivo di denunciare e sconfiggere diseguaglianze, mafie e corruzione, evidenzia la stretta connessione tra povertà e illegalità: "La povertà ruba la speranza e i diritti, frammenta la coesione sociale, svuota la partecipazione alla vita delle istituzioni, rafforza mafie, corruzione e posizioni dominanti e indebolisce la democrazia". Siamo noi a dover agire in modo concreto e consapevole poiché "Il risanamento economico non può prescindere da un profondo rinnovamento etico, da un superamento degli egoismi, dal riconoscimento dei legami sociali. Avremo vinto la povertà non solo quando saremo liberi dal bisogno, ma quando avremo scoperto che la libertà, come la speranza, sono beni collettivi, che tocca a ciascuno di noi promuovere e diffondere", conclude Luigi Ciotti, presidente nazionale Gruppo Abele e Libera.
Per ricordare la Giornata mondiale di contrasto alla povertà' cittadini' volontariato' cooperative' associazioni ambientaliste di Ladispoli e Cerveteri organizzano la Marcia della solidarietà di contrasto alla povertà e per il diritto al cibo. L'appuntamento è per domenica 16 ottobre alle ore 10.00 alla Stazione di marina di Cerveteri' punto di partenza del tragitto della marcia il cui arrivo è previsto alla Stazione di Ladispoli.