Le frutterie del centro di Roma affidate dalla camorra ai migranti

20/10/2016 di Redazione
Le frutterie del centro di Roma affidate dalla camorra ai migranti

Sono 300 in centro e 6000 in tutta la città, dai banchi di frutta nei mercati rionali ai negozietti sulle principali strade del centro storico, tutti gestiti da una sorta di monopolio in mano alla camorra. Caratteristica comune: i prezzi davvero concorrenziali (la metà esatta rispetto agli altri) e i ragazzi stranieri sottopagati che ci lavorano in nero 18 ore al giorno vivendo e dormendo all'interno dei negozi.
Si tratta di manovalanza per lo più nordafricana, che si rivolge ai napoletani per avere un prestito e aprire un'attività. Tale prestito li lega alla rete dei fornitori di Fondi vincolandoli nell'acquisto di merce "non proprio freschissima" ma che permette di tenere i prezzi bassissimi a discapito delle piccole e medie imprese concorrenti in cambio della protezione e del raggiro della trafila burocratica per aprire l'attività commerciale, cosicché "se righi dritto e rispetti le regole hai la strada spianata" e puoi fare carriera fino a diventare titolare del negozio.
Camorra e immigrazione, mafia e mercato illecito di prodotti agroalimentari sono connessioni tutt'altro che inedite a Roma e in altri luoghi d'Italia, terreno fertile per il proliferare di traffici illegali che coinvolgono allo stesso modo italiani e stranieri (soprattutto le categorie più vulnerabili o al contrario quelle più forti perché sostenute da una popolosa comunità di connazionali) anche oltre i confini del nostro Paese.