Manovra 2017: scuola, povertà, migranti

20/10/2016 di Redazione
Manovra 2017: scuola, povertà, migranti

La legge di Bilancio ha avuto il via libera dal Governo. Il premier Matteo Renzi, "la manovra è una legge piena di buone notizie per l'Italia e gli italiani" durante la conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. Sugli scranni e le scrivanie europee, l'esecutivo ha inviato in fretta e furia invece il Progetto di bilancio dell'Italia, il documento che sintetizza la legge e l'impatto che questa avrà sui conti pubblici. Mentre l'Ufficio parlamentare di bilancio ha validato in tempi record la manovra, i tecnici di Bruxelles avranno due settimane per valutare il piano economico annuale del Paese. "Meno tasse, più diritti" è lo slogan del Premier.
L'Italia prevede innanzitutto di spendere all'incirca 8 miliardi, lo 0,5% del Pil per fronteggiare e gestire l'immigrazione e per affrontare il disastro del terremoto di Amatrice: "spese di natura eccezionale" che porterebbero al 2,3% il deficit rispetto al prodotto interno lordo. Le spese per i migranti infatti, l'impatto complessivo, sono attualmente stimate a 2,6 miliardi di euro per il 2015, 3,3 miliardi per il 2016 e 3,8 per il 2017, lo 0,24% del Pil. Ai comuni verrà assegnato "un contributo specifico per ogni migrante accolto".
500 milioni per il fondo povertà, per il sostegno alla famiglia 600 milioni e sono destinati al piano antitratta, a quello contro la violenza sulle donne 60 milioni di euro. "Ci sono 2 miliardi in più" continua Renzi, riferendosi alla Sanità, e per le pensioni "abbiamo chiuso un accordo con il mondo dei pensionati, 7 miliardi nel triennio" con l'Ape sociale dopo 36 anni di contributi. Soldi anche alle paritarie e a scuole e asili con disabili "Interveniamo a dare una mano sulle scuole non statali materne, paritarie, perchè svolgono servizio pubblico, e un sostegno alle scuole paritarie che hanno insegnanti di sostegno e che hanno un numero di disabili rilevanti" sempre il premier Renzi.
Sul capitolo delle entrate, il Governo e il Tesoro hanno ipotizzato di racimolare 2, 3 miliardi dalla lotta all'evasione, 2,8 miliardi invece da "revisione e riprogrammazione" (così definita nel Progetto) della spesa dei ministeri e 2,8 miliardi dal ridimensionamento strutturale dell'amministrazione fiscale con la "rottamazione" delle cartelle di Equitalia. "Tagli di spesa e incrementi di gettito realizzati attraverso il miglioramento della compliance fiscale, escludendo aumenti di imposte e anzi proseguendo nella loro riduzione": 12 miliardi di euro raccolti nelle disposizioni della legge di Bilancio. Secondo il progetto consegnato a Bruxelles, i risparmi tanto attesi deriverebbero "da un nuovo ciclo di Spending Review e dalla riduzione di vari stanziamenti di bilancio. L'aumento di gettito sarà conseguito attraverso l'efficientamento meccanismi di riscossione dell'IVA secondo le direttrici già attuate con successo nel 2016, il riallineamento del tasso di riferimento dell'ACE (la detassazione degli utili reinvestiti) ai tassi di mercato, l'estensione della 'voluntary disclosure' e le aste per le frequenze".