Vernissage di Piume, l’opera di Michele Marinaccio

13/10/2016 di Redazione
Vernissage di Piume, l’opera di Michele Marinaccio

All'interno del panorama artistico contemporaneo emerge la figura di Michele Marinaccio, uno sperimentatore a tutto tondo che opera nell'ambito dell'arte concettuale, dotato di uno spirito fervido ed inquieto. Il suo agire artistico muove dal pensiero e dalla continua e indefessa ricerca, mai fine a se stessa. La sua riflessione tende alla definizione di una spiritualità, che, attraverso l'arte porta al superamento di sé. Un percorso di maturazione artistica profondo, in cui si distinguono due fasi operative di ricerca: nella prima, a partire dagli anni Ottanta, ha realizzato una serie di performances e opere video nelle quali il suo corpo assume un ruolo narrante della propria emotività, esprimendola attraverso i sensi; il corpo come luogo di gestazione dove si depositano umori e sensazioni e che genera segni.
La seconda fase operativa sposta l'attenzione sulla ricerca attraverso la fotografia, il disegno e l'incisione. Spiega Marinaccio, "le parole respirano lontano…si lanciano. Si incontrano e stagnano…assumono forme di rimandi a ciò che deve ancora accadere".
Piume, l'opera di Michele Marinaccio, fortemente influenzata dal sodalizio con la poetessa Annelisa Alleva e ispirata alla sua poesia, il cui focus è basato sull'Eco delle parole e realizzata con differenti tecniche artistiche, sarà in mostra fino al 21 ottobre 2016 presso la Galleria al 28 di Piazza di Pietra, cornice incantata nel cuore di Roma.
Mercoledì, serata d'inaugurazione, impressa da numerosi incontri tra l'artista e i suoi ospiti, si è tenuta la presentazione del lavoro svolto, poche parole efficaci sono bastate ad affascinare i presenti. La ricerca delle parole, dunque, ritorna come chiave del momento. La poetessa Annelisa Alleva, recitando alcune strofe tratte dalle sue poesie, ha contribuito a stregare ancor più l'atmosfera.