“Civiltà sottile - il racconto dei progressi e delle cadute nel cammino della convivenza”: XXIII seminario di formazione dei giornalisti del Redattore Sociale

10/11/2016 di Redazione
“Civiltà sottile - il racconto dei progressi e delle cadute nel cammino della convivenza”: XXIII seminario di formazione dei giornalisti del Redattore Sociale

Dal 2 al 4 dicembre si terrà alla comunità Capodarco di Fermo il XIII seminario di formazione dei giornalisti organizzato dal Redattore Sociale. Il tema di quest'anno è racchiuso nel titolo dell'edizione: "Civiltà sottile - il racconto dei progressi e delle cadute nel cammino della convivenza". Tanti i workshop, le proiezioni e seminari che verranno la partecipazione di moltissime personalità fra professionisti delle scienze umane e sociali e giornalisti. Fra i partecipanti   l'imprenditore Alessandro Garrone (Erg), i sociologi Maurizio Ambrosini, Stefano Laffi e Marcello Maneri, l'economista Magda Bolzoni, il criminologo Paolo Giulini, il critico Goffredo Fofi, la grande antropologa Amalia Signorelli, la campionessa paralimpica Assunta Legnante, i giornalisti Domenico Quirico, Gabriele Del Grande, Stefano Liberti, Giovanni Anversa e Miriam Giovanzana, il direttore di Radio Tre Marino Sinibaldi e i vertici nazionali dell'ordine e del sindacato dei giornalisti (Enzo Iacopino, Raffaele Lorusso, Giuseppe Giulietti, Vittorio Di Trapani).
Fra gli appuntamenti più interessanti,  Una sessione sul razzismo a partire dal "caso Emmanuel"; l'anteprima nazionale del primo docu-film sull'autismo; tre workshop dedicati ai "Pilastri della convivenza"; un "processo al giornalismo sociale"; un confronto sulla "vita al tempo della crisi".
Lo spirito del seminario è raccontato dalla presentazione dell'evento: "Ci piace molto celebrare i traguardi di civilizzazione raggiunti in Europa, affermare che la crescita è stata straordinaria: basta il raffronto tra la nostra attuale sensibilità ai diritti della persona, la nostra capacità di gestire i conflitti, con quelle di pochi decenni fa.
Poi però la cronaca rivela che in quella stessa Europa si moltiplicano episodi di una violenza insolita e selvaggia, e sembrano emergere fenomeni di chiusura e intolleranza mai visti prima. Allora ci troviamo costretti a riflettere sulla solidità di quei traguardi. A riconoscere che quando la storia fa due passi avanti, può farne uno - o anche due - indietro. E che quella civiltà ha uno strato sottile, non è affatto scontata.
Quali sono i segnali di queste improvvise regressioni? Chi deve riconoscerli e portarli alla pubblica attenzione? Questa edizione di Redattore sociale propone l'idea che sia un compito anche del giornalismo.
La convivenza sociale si fonda su alcuni pilastri estremamente concreti, come la riduzione delle disuguaglianze economiche, la qualità dell'integrazione tra le culture, la disposizione alla solidarietà, una dinamica naturale nei rapporti tra generazioni... La tenuta di questi e altri pilastri va "monitorata" anche nel breve termine, campo che l'informazione può presidiare: si possono così scoprire per tempo gli scricchiolii, percepire le involuzioni, lanciare allarmi motivati (cosa ben diversa dal dilagante denuncismo), aiutare a prevenire i crolli.
È una sfida difficile, ma il giornalista moderno dovrebbe accettarla, evitando di farsi rinchiudere nella suggestiva e consolatoria definizione di "storico dell'istante". La cronaca non basta più."

Sempre s ul sito del seminario è possibile trovare il programma completo e le modalità di partecipazione e accredito.