Espellere 3 milioni di stranieri e costruire un muro: ecco l’America di Trump

17/11/2016 di Redazione
Espellere 3 milioni di stranieri e costruire un muro: ecco l’America di Trump

Il pallino del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump? L'immigrazione senza dubbio, punto nevralgico del suo programma. "Quello che faremo è buttare fuori dal Paese o incarcerare le persone che sono criminali o hanno precedenti criminali, membri di gang di trafficanti di droga" ha tuonato il Tycoon alla Cbs, dando numeri inverosimili: gli stranieri da espellere sarebbero 3 milioni. Cifre da record, mai viste nella storia americana. Secondo il dipartimento della sicurezza nazionale, il Department of Homeland Security, il numero di migranti irregolari responsabile di reati è ben lontano dai milioni indicati da Trump. "La grande cacciata" nella testa del Presidente degli Stati Uniti si fonda sul nesso immigrazione - criminalità. È quindi automatico pensare per l'establishment repubblicano che la presenza degli stranieri sul suolo a stelle e strisce aumenti il tasso di illeciti. Per l'immigration Policy Center, questo principio è da scartare categoricamente e secondo uno studio del 2010 della American Community Survey, soltanto l'1,6% degli immigrati maschi in età adulta commette crimini, mentre gli americani si attestano al 3,3%. Contando poi, che dal 1990 al 2013, la popolazione straniera residente negli Stati Uniti è passata da 3,5 milioni a 11 milioni. I "clandestini" nelle galere sono 221 mila, 178mila "a piede libero" con precedenti penali alle spalle. La popolazione carceraria è di 2,3 milioni di persone, di cui 1 su 5 è straniero. Espellere 3 milioni di stranieri, ma dove trovarli?
Un progetto "ambizioso" che va osservato nella sua complessità però. Infatti, per bloccare i nuovi ingressi, Donald Trump e il suo staff, oltre alle fantomatiche espulsioni, vorrebbero erigere, fortificare e completare il muro tra Stati Uniti e Messico. "Completare" perché, con i voti favorevoli del Partito Democratico, Hillary Clinton in testa, già nel 2006, era stato approvato il cosiddetto Secure Fence Act, per la realizzazione di una barriera in alcuni punti strategici del confine. Un muro quindi, nonostante i toni trionfalistici e le fanfare del potere repubblicano che squillano all'impazzata da giorni, con costi esorbitanti per fermare "l'invasione" di salviniana memoria, utile soltanto a dividere due Stati. Il confine terrestre è di 3.145 chilometri. La parte cementificata è all'incirca di mille chilometri. Per completare l'abominio, servirebbero 10 miliardi di dollari, 70 milioni per la manutenzione periodica e lo stipendio di 40 mila dipendenti. La beffa? Che l'azienda più titolata e accreditata per vincere la gara d'appalto è la multinazionale messicana Cemex Sab.