Le ultime battute della conquista di Mosul

03/11/2016 di Redazione
Le ultime battute della conquista di Mosul

Le truppe irachene sono entrate a Mosul, la Golden division è penetrata nella periferia della città. Sull'edificio della Tv, nel quartiere orientale di Gojiali dove si combatte furiosamente da giorni, sventola la bandiera dell'Iraq, la riva sinistra del Tigri è presidiata dall'esercito della Coalizione. L'avanzata è inarrestabile. "Premiamo su tutte le parti della città per aprire la strada verso il centro" ha dichiarato il generale delle forze speciali Abdul Wahab al - Saidi. Nella trincea Bashiq si festeggia, la speranza è tanta, nonostante i colpi di artiglieria siano continui.
Gli uomini dell'Isis, cinquemila secondo le stime del Pentagono, hanno cercato di trasformare 25mila civili in scudi umani, trasportandoli con dei camion da Hammam al - Alil, a sud di Mosul, nel cuore della città. Nella zona di Karama hanno innalzato muri di cemento, sbarramenti in lamiere e filo spinato per rallentare le truppe: 40mila soldati, tra peshmerga, milizie sciite e forze speciali irachene circondano la "capitale" del Califfato. Le milizie sciite, le al Shaabi che rispondono direttamente a Teheran, sono state accusate di aver seviziato e torturato la popolazione sunnita nelle zone liberate nell'ultimo anno di guerra. In soli tre giorni dall'inizio dell'offensiva hanno strappato 39 villaggi ai jihadisti, ritrovandosi a pochi chilometri dall'aeroporto.
"Arrendetevi o morirete. Le forze di liberazione irachene taglieranno presto la testa del serpente a Mosul: il resto delle sacche di Daesh saranno indebolite e saremo in grado di spazzarle via rapidamente" è quanto ha promesso il premier iracheno Haidar al Abadi, dalla città liberata di Shura ad Abu Bakr al Baghdadi. È il capo di gabinetto del presidente curdo, Fuad Hussein, a rincarare poi la dose, rilasciando un'intervista al quotidiano britannico Independent dove afferma che il califfo si troverebbe a Mosul. "Se Baghdadi è a Mosul, e se viene ucciso, l'isis cadrà!".
Intanto però, un milione di civili potrebbe essere in trappola e sul fronte orientale sono stati allestiti i primi campi profughi. Gli abitanti sono barricati in casa, decine e decine di giovani sono stati costretti ad arruolarsi, rinchiusi nelle moschee del centro o uccisi. 40 ex membri della Forza di sicurezza irachena sono stati massacrati e i loro corpi gettati nel fiume Tigri, una cinquantina invece sono stati trucidati a Ninive mentre un plotone di esecuzione uccideva a sangue freddo 300 poliziotti ed ex militari iracheni rimasti a Mosul.