NO GO : il Goethe-Institut racconta le periferie d’Europa

17/11/2016 di Redazione
NO GO : il Goethe-Institut racconta le periferie d’Europa

"Focolai sociali", "ghetti", "aree no go": a determinate zone urbane viene impresso il marchio di quartiere difficile. Ma come nasce lo stigma e come lo affronta chi ci abita? Quali sono le iniziative cittadine che contrastano la stigmatizzazione nel quotidiano?" Questa la presentazione del nuovo progetto promosso dall'istituto di cultura tedesco, il Goethe-Institut. Un modo per riflettere, attraverso contributi online e mostre itineranti, sulle periferie d'Europa, le cui tensioni sociali sono costantemente messe al centro da episodi di violenza, radicalizzazione e contrasti con le istituzioni. Un viaggio quello proposto sul dossier online del Goethe-Institut su "cause e meccanismi del fenomeno esaminando quartieri sensibili in Italia, Germania, Francia e Belgio. Bandendo le generalizzazioni, il dossier si focalizza su fatti concreti ed esperienze positive raccogliendo le testimonianze dirette degli abitanti".
Oltre ai contenuti in linea una serie di mostre narreranno le periferie delle nostre città "nel momento in cui sono più abbandonate" spiega Christina Hasenau, Direttrice del Centro Informazioni del Goethe Institut e curatrice del progetto insieme a Sarah Wollberg. A Roma, il Goethe-Institut sito in via Savoia 15 ospiterà fino al 28 gennaio la mostra " Ammargine - storie di confine sulla periferia di Roma" della fotografa Sara Camilli. "Volevamo indagare cosa significasse vivere nelle periferie" spiega Eliana Bambino, curatrice della mostra. "Lo scopo non era quello di denunciare, ma di evocare la condizione del vivere in periferia" racconta ancora Eliana: "volevamo portare la periferia all'interno del secondo municipio, tra persone sensibili al tema ma probabilmente lontane da un certo tipo di realtà".