Una legge che legittima violenze su minori e “spose bambine”: proteste in Turchia contro il partito di Erdogan

24/11/2016 di Redazione
Una legge che legittima violenze su minori e “spose bambine”: proteste in Turchia contro il partito di Erdogan

L'AKP, il partito del premier turco Erdogan ha presentato questa settimana un disegno di legge che intende depenalizzare la violenza sui minori, scatenando l'ira dell'opposizione e soprattutto della società civile. La violenza sessuale sui minori sarebbe depenalizzata se l'atto avviene in modo consensuale e se l'autore accetta di sposare la vittima.
La questione delle "spose bambine"  è un problema ben radicato nel paese, come riconosce lo stesso ministro della Salute, Bekir Bozdag. Per il ministro dell'AKP i matrimonio con minori sono "sfortunatamente una realtà" nel Paese (circa 3000 i casi nelle famiglie), ma sostiene che gli uomini coinvolti "non sono violentatori o aggressori sessuali". Per il ministro della Giustizia la legge è pensata per aiutare le coppie che violano la legge avendo rapporti sessuali prima dell'età del consenso e che intendono sposarsi. "Quando nasce un bambino da questa unione non ufficiale, il medico avvisa il procuratore e l'uomo viene mandato in prigione, causando difficoltà finanziarie alla madre e al bambino".
Le reti televisive hanno riportato la notizia fin da subito, riprendendo la reazione dell'opposizione - ridotta ormai al solo partito socialdemocratico e all'MHP, il partito nazionalista, a seguito della scelta dell'HDP, il partito filo-curdo, di lasciare i lavori in parlamento a causa dei molti arresti dei suoi esponenti - e dei social network. "Il partito Giustizia e Sviluppo - attacca Ozgur Ozel, un deputato del Partito repubblicano del popolo, socialdemocratico - sta facendo passare un testo che grazia coloro che sposano la bambina che hanno violentato". Mentre su twitter si sfoga l'indignazione di migliaia di turchi e turche, facendo schizzare in cima alla classifica dei trend topics - gli argomenti più di tendenza -  l'hashtag #tecavuzmesrulastirilamaz ("lo stupro non può essere legittimato").