1 dicembre giornata mondiale per lotta all’HIV/AIDS

01/12/2016 di Redazione
1 dicembre giornata mondiale per lotta all’HIV/AIDS

Il 1 dicembre è la giornata mondiale per la lotta all'HIV e all'AIDS. A distanza di 35 anni dal primo caso registrato, il virus non è ancora stato debellato né ancora esistono vaccini o cure definitive per eliminarlo completamente dall'organismo, nonostante gli enormi progressi nel trattamento delle persone sieropositive e nella ricerca. Dagli anni 90 infatti, nei paesi che se lo possono permettere, si è diffuso l'uso di farmaci antiretrovirali, in grado di impedire lo sviluppo della sindrome (AIDS) e in molti casi di azzerare la carica virale (concentrazione del virus dell'HIV nel sangue) fino a rendere praticamente non contagiose le persone in terapia.
Nel mondo però, dove 36,7 milioni di persone sono infettate dal virus dell'immunodeficienza umana, ancora si muore a seguito del contagio in quanto le cure sono troppo costose per essere accessibili, come avviene in regioni come l'Africa, dove si registrano il più alto numero di contagi e di decessi.
In Italia sono state registrate 3.444 nuove diagnosi di infezione da HIV nel 2015. Il problema in Occidente è soprattutto quello delle diagnosi tardive. La sindrome dell'AIDS infatti insorge dopo molti mesi se non molti anni. Una persona sieropositiva può quindi non sapere di esserlo per molto tempo, contagiando le persone con cui ha rapporti sessuali senza neanche rendersene conto. Inoltre, senza prendere le cure adeguate il virus dell'HIV sviluppa l'AIDS - patologia che può anche portare alla morte.
Il miglior mezzo per combattere la diffusione è quindi quello di fare test con frequenza e soprattutto proteggersi nei rapporti sessuali. Il contagio tramite scambio di siringhe è in netto calo mentre quello per via sessuale è in aumento, soprattutto per quel che riguarda i rapporti eterosessuali.
Inoltre è necessario che si diffonda una maggiore consapevolezza sui metodi per evitare il contagio, come ad esempio la Profilassi Post Esposizione (PPE), che se presa entro 48 ore dalla presa di un possibile rischio riduce drasticamente le possibilità di contagio o la Profilassi Pre-Esposizione (PreP), molto diffusa nei paesi anglosassoni che può essere presa prima di rapporti a rischio per far scendere drasticamente le probabilità di farsi trasmettere il virus.  
Una buona informazione sui rischi e sui metodi per evitare il contagio ma anche una consapevolezza che possa impedire la discriminazione delle persone sieropositive sono la priorità da darsi in questa giornata come sul resto dell'anno. Sperando che la ricerca e la prevenzione siano in grado di mettere la parola fine a questa epidemia.

 Maggiore informazione sul sito di Uniti contro l'Aids (LINK: http://www.uniticontrolaids.it/) .