Il Papa ha riunito 7 mila volontari del Servizio Civile in Sala Nervi lo scorso sabato 26 novembre per celebrare i 15 anni del Servizio

01/12/2016 di Redazione
Il Papa ha riunito 7 mila volontari del Servizio Civile in Sala Nervi lo scorso sabato 26 novembre per celebrare i 15 anni del Servizio

Sabato 26 novembre la Sala Nervi del Vaticano ha ospitato i giovani del Servizio Civile Nazionale per l'Udienza che il Papa aveva indetto in celebrazione dei 15 anni del Servizio. Non solo giovani erano i 7 mila presenti all'Udienza accorsi da tutt'Italia. Tutti raccolti sin dal primo mattino presso il colonnato di S.Pietro in una lunga fila e con grandi aspettative riguardo al discorso che il Santo Padre avrebbe pronunciato. L'intervento di alcuni volontari del Servizio Civile sulle proprie esperienze nei vari enti e associazioni e per progetti diversi ha prolungato e caricato l'attesa. Trascorsa quasi un'ora dall'ingresso nella Sala, ecco il Papa tra gli applausi degli astanti pronto a dedicare ai presenti il suo discorso. Molto brevemente e in modo conciso ha evidenziato che con il loro contributo fondamentale di dedizione volontaria e gratuita nella cura dell'altro, i giovani possono fare la differenza in una società sempre meno disposta ad accogliere chi ha bisogno, improntata "all'indifferenza e alla sopraffazione, che rendono più povera la vita non solo di chi è dimenticato o discriminato, ma anche di chi dimentica o discrimina". Si è rivolto al pubblico evidenziandone la forza "dinamica" e "preziosa", l'unica a poter mettere in discussione meccanismi sociali incancreniti, criticare le attuali "prospettive contrarie all'umano" e profeticamente proporre un modo alternativo di agire. Tra i vari ambiti, sono stati menzionati la tutela dell'ambiente naturale, l'accoglienza ai migranti per una vera integrazione nel tessuto sociale e l'aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto.  L'appello finale ha messo in evidenza come il servizio sia una scelta che si inserisce in un percorso personale di vita ma anche condiviso e distinto dai modelli sociali dominanti, questa è "la via che dà pienezza di significato e di gioia alla vostra vita. Questa via non è uguale per tutti, ma ognuno può trovare quella più adatta alla sua personalità, ai suoi doni, alla sua situazione. Vi sono tuttavia delle coordinate comuni, al di fuori delle quali non è possibile trovarla, e una di queste coordinate è proprio quella del servizio. Sicuramente la strada del servizio va controcorrente rispetto ai modelli dominanti, ma in realtà ognuno di noi si sente contento e realizzato solo quando è utile per qualcuno." L'ultimo intervento infine è stato rivolto alle istituzioni, indispensabili promotrici dei mezzi per realizzare in fatti concreti e strutturati lo spirito solidale della popolazione convogliando tali energie positive in interventi duraturi, poiché "il grado di civiltà di un popolo si misura in base alla capacità di rispettare e promuovere i diritti di ogni persona, a partire dai più deboli." Chi si aspettava un intervento meno generico è rimasto deluso dalla brevissima presenza del Papa, il quale forse desiderava mettere al centro il singolo e incoraggiare la riflessione personale su quella motivazione che lo spinge ad attivarsi divenendo cellula attiva del cambiamento sociale. Molti pensavano che l'evento si sarebbe tradotto in un'occasione di confronto tra le varie realtà, con un coinvolgimento maggiore dei presenti riguardo anche al ruolo politico e al significato concreto del servizio civile in quest'epoca storica, come l'incontro in Vaticano con i movimenti popolari dello scorso 5 novembre aveva fatto immaginare. Tuttavia, tra chi si è congedato con uno strano sentimento di straniamento e frustrazione, chi con la conferma di quella dimensione di scelta personale che ne incoraggia l'impegno, al di là delle aspettative deluse e dalle circostanze di questo evento particolare, qui e ora motivazione e azione devono partire da noi. Per questo, incoraggiamo chiunque desideri condividere con questa redazione la propria esperienza dell'Udienza di inviarci all'indirizzo net@dirittisociali.org quelle impressioni e pensieri che non sono riusciti a trovare spazio di espressione presso il Papa in modo da stimolare un confronto e dare inizio ad una riflessione più ampia.