Presidenziali Francia 2017: l’ultraliberista Fillon candidato del centro-destra; e Le Pen punta all’elettorato di sinistra

01/12/2016 di Redazione
Presidenziali Francia 2017: l’ultraliberista Fillon candidato del centro-destra; e Le Pen punta all’elettorato di sinistra

Grande vittoria di François Fillon al secondo turno delle primarie del centro-destra francese in vista delle elezioni presidenziali del 2017. Il candidato conservatore già al primo turno aveva smentito i sondaggi, battendo i "favoriti" Alain Juppé e Nicolas Sarkozy. Con il 67% delle preferenze al ballottaggio, Fillon è ormai il leader indiscusso dei Républicains, come da pochi mesi si chiama il principale partito del centro-destra francese - l'ex Ump.
Le primarie sono una novità per i due partiti che - fino ad oggi - si sono contesi l'Eliseo. Nel 2011 il Partito Socialista (PS) si lanciò per la prima volta su questo metodo, ottenendo un buon successo visto che l'affluenza era stata di quasi 3 milioni di persone. Quest'anno lo scrutinio che ha incoronato Fillon ha registrato un'affluenza di 4,3 milioni di elettori.
Ma chi è questo candidato che con il 67% delle preferenze ha scalzato Juppé e eliminato "Sarko" fin dal primo turno? Già primo ministro sotto la presidenza di quest'ultimo fra il 2007 e il 2012, François Fillon è un po' il François Hollande della destra, rappresentante dell'anima "campagnarde" della Francia, da sempre divisa, a destra quanto a sinistra, in due universi politici e culturali distinti se non opposti. Fillon è ultraliberista in economia e molto conservatore dal punto di vista dei diritti - sia civili che sociali. Un candidato che secondo alcuni analisti - nonostante i sondaggi lo diano in vantaggio nel probabile ballottaggio con Marine Le Pen - rischierebbe di portare acqua al mulino del Front National.
Se sui temi dell'immigrazione le posizioni di Fillon e Le Pen sono molto vicine, quel che più fa la differenza sono i loro programmi per quel che riguarda la politica interna e l'economia. Il candidato "moderato" su quest'aspetto è un fautore dello smantellamento dell'ancora (abbastanza) efficiente sistema di welfare e della legislazione sui diritti dei lavoratori - già messi in difficoltà dalla contestatissima Loi Travail, il Jobs Act francese a marchio socialista che ha provocato il distacco definitivo e irrecuperabile fra il PS, i giovani e l'elettorato di sinistra in generale. Il candidato dei Républicains vuole mandare a casa 500mila funzionari pubblici, abolire le 35 ore di lavoro settimanali e fare tagli per 110 miliardi sulla spesa pubblica.
Anche sul fronte dei "diritti" Fillon è per la linea dura. Sostenuto dal movimento omofobo e cattolico integralista della Manif pour Tous - che ha purtroppo guidato una delle più grandi mobilitazioni degli ultimi anni all'epoca in cui Hollande stava approvando il matrimonio fra persone dello stesso sesso - Fillon è stato accusato dal suo rivale di partito Alain Juppé di voler mettere mano al diritto all'aborto.
Di fronte all'assicurata débacle socialista e a un candidato conservatore di questo tipo, Marine Le Pen sta giocando una carta inattesa che, secondo alcuni analisti, potrebbe portare una parte dell'elettorato di sinistra a scegliere lei piuttosto che François Fillon nel caso (probabile) in cui destra e estrema destra dovessero confrontarsi al secondo turno, come già successo nel 2002 fra Le Pen padre e Chirac. La candidata del Front National (al 26% nei sondaggi contro il 30% dei Républicains) sta infatti centrando i suoi discorsi sullo stato sociale, sui diritti dei lavoratori (francesi in primis, ovviamente) definendo ad esempio il suo rivale come un "lupo" che vede "il libero scambio come unico orizzonte" e propone "politiche d'austerità assolutamente drammatiche per le loro conseguenze"; "una Thatcher con 30 anni di ritardo". Insomma, un'estrema destra che si schiera furbamente per la difesa delle "conquiste sociali". Sul fronte dei diritti, invece, il partito si è già dato una ripulita, un pinkwashing che vede il Front National - almeno nella componente centrale e vicina a Marine - come difensore degli omosessuali. Celebre l'espulsione di un eletto del partito da parte della segretaria perché aveva fatto delle dichiarazioni omofobe e il fatto che il vice della Le Pen è dichiaratamente gay.
Questo scenario inquietante in cui l'estrema destra fa le veci della sinistra potrà far risvegliare finalmente il Partito Socialista, che si ritrova oggi con soltanto il 4% della popolazione che giudica positivamente i 5 anni della presidenza Hollande