Privatizzazione dei servizi: comuni ciociari cacciano Acea Spa dalla gestione dei servizi idrici locali

15/12/2016 di Redazione
Privatizzazione dei servizi: comuni ciociari cacciano Acea Spa dalla gestione dei servizi idrici locali

La Ciociaria ha detto "no" ai piani di espansione di Acea, la società capitolina che Veltroni e Rutelli hanno trasformato in un'ambiziosa multiutility, oggi al primo posto in Italia nella gestione dei servizi idrici e seconda in Europa. Con la delibera per la "Risoluzione del contratto di gestione del servizio idrico integrato" 82 comuni della provincia, guidati dalle ribelli Frosinone, Cassino e Ceccano, hanno finalmente raggiunto l'obiettivo di "mandare a casa Acea", nonostante la forte opposizione dei sindaci Pd.
La convenzione firmata nel 2003 fra la provincia di Frosinone e la multiutility capitolina è ormai acqua passata per i sindaci ciociari, che in molti commentano sul web con un ironico "Ciaone Acea".
Un epilogo del genere sarebbe sembrato impensabile fino a qualche anno fa, quando questa porzione del Lazio era saldamente in mani dem. Gli enti locali di allora sostenevano il passaggio della gestione dei servizi pubblici locali al gigante dell'acqua, assecondando i progetti di Francesco Rutelli e Walter Veltroni, fervidi sostenitori di un'Acea smart e competitiva. In territorio ciociaro inoltre, l'azienda capitolina non si occupa solo di servizi idrici, ma gestisce il principale inceneritore del Lazio a San Vittore e controlla un impianto di produzione e stoccaggio di Cdr, il combustibile derivato dai rifiuti solidi urbani, a Paliano, entrambi comuni che si sono espressi a favore della cacciata di Acea.  
Nella provincia di Frosinone, la privatizzazione dei servizi pubblici operata dalla multiutility ha provocato molto malcontento fra la popolazione, tanto che - come riporta Il Fatto Quotidiano - nei giorni precedenti alla delibera la vicenda era sulla bocca di tutti. Per gli utenti, la gestione Acea ha comportato dei significativi aumenti nei costi e poca trasparenza nella gestione. "Ci sono allevatori - racconta un sindaco - che si trovano bollette da 13 mila euro all'anno". Cifre così alte da risultare per molti insostenibili, come conferma il tasso di morosità nella provincia che è fra i più alti in Italia. La mancanza di investimenti nei territori è un altro degli aspetti che più fanno infuriare le amministrazioni locali, che imputano a Acea "un debito nei nostri confronti di almeno 21 milioni di euro". Inoltre, aggiunge Nicola Ottaviani, il sindaco di Frosinone, "Acea non ha fornito i centri di costo dei bilanci e quindi non siamo in grado neanche di controllare i conti. Come possono pretendere poi gli aumenti?
La reazione di Acea non è delle più comprensive. Lo studio romano "n&m" ha emesso una diffida dai toni belligeranti: "La pervicace volontà di procedere alla risoluzione (…) appare del tutto pretestuosa e strumentale sicché la relativa deliberazione (…) sarebbe certamente dichiarata illegittima", tanto da di chiarare che i legali agiranno "in tutte le possibili sedi" nei confronti di "tutti gli organi e di tutte le persone fisiche e giuridiche che, a qualunque titolo, con la propria condotta concorrano all'assunzione della paventata illegittima deliberazione".
La strada però sembra ormai in discesa per i comuni ciociari che - alla fine del periodo transitorio di un anno previsto dalla scissione del contratto - potranno probabilmente fare la loro scelta, e magari scegliere un sistema interamente pubblico e partecipato come espresso dal voto di 27 milioni di italiani nel referendum del 2011. O semplicemente bandire una nuova gara per scegliere un nuovo gestore. Le azioni legali di Acea rappresenteranno sicuramente dei bastoni nelle ruote di un processo che però sembra ormai avviato, anche a seguito della vittoria del No alla riforma costituzionale che prevedeva, per l'appunto, la sottomissione degli enti locali allo stato. Da Frosinone quindi, un segno politico importante nelle relazioni fra enti e territori e nel modo di concepire il ruolo decisionale dei cittadini nella gestione dei servizi pubblici