Referendum: vittoria schiacciante del No. Renzi si dimette

07/12/2016 di Redazione
Referendum: vittoria schiacciante del No. Renzi si dimette

"La mia esperienza di governo finisce qui" sono le parole di Matteo Renzi da Palazzo Chigi, durante la conferenza stampa post referendum nella notte del 4 dicembre. "Il popolo italiano ha parlato in modo inequivocabile chiaro e netto".
Con il 59,5% dei voti contrari, gli elettori hanno bocciato la Riforma Boschi. Un risultato eclatante per il fronte del No, un voto quasi plebiscitario, che affossa le velleità del Governo di stravolgere la Costituzione. Un'affluenza pazzesca, il 68,48%, una partecipazione, un dibattito infinito e a volte truculento, hanno dimostrato quanto questo voto andasse oltre la riforma del titolo V della Costituzione, quanto il voto rappresentasse un giudizio netto sull'esecutivo. "Il No ha vinto in modo netto. Agli amici del Sì dico che ho perso io, non voi".
Da Nord a Sud, con picchi del 70%, il Governo Renzi ha subito un'evidente battuta d'arresto. Soltanto all'estero, il Sì prevale con il 65% dei consensi. Durante la conferenza stampa, il Premier ha annunciato le dimissioni e, a chilometri di distanza, il Comitato del No romano è scoppiato in un applauso fragoroso, a Brindisi, si cantava "Bella Ciao", a Bologna in centinaia in corteo per le strade della città, lo striscione "Renzi a casa!". Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto poi al premier di dimettersi dopo l'approvazione della legge di stabilità. Per il 9 dicembre la "finanziaria" dovrebbe essere ratificata, dopo, non è chiaro cosa potrebbe succedere. "Addio Renzi, ha vinto la democrazia" dal suo blog Beppe Grillo, rilanciando a prossime e immediate elezioni, nonostante la legge elettorale sia una carcassa morente, dilaniata tra Camera e Senato, "ora al voto!". Secondo indiscrezioni trapelate e raccolte dalla stampa italiana, ci sono due ipotesi in campo: un governo di transizione presieduto dall'attuale ministro dell'economia Padoan per approvare la nuova e definitiva legge elettorale o addirittura il Presidente del Senato Pietro Grasso per ricomporre una maggioranza. Renzi dal canto suo ha affermato di voler tornare il prima possibile alle elezioni e il ministro dell'interno Angelino Alfano avrebbe ipotizzato un voto a febbraio