Il ministro Poletti non sa più cosa dire!

22/12/2016 di Redazione
Il ministro Poletti non sa più cosa dire!

Che il ministro del Lavoro Giuliano Poletti sia uno dei ministri meno apprezzati degli ultimi decenni è notizia nota. Che il ministro in questione abbia anche una considerazione disarmante e abominevole dei giovani e delle future generazione è un fatto, invece. L'ultima dichiarazione indigesta, dai toni allucinanti e offensivi, è rimbalzata sul web, innescando un vorticoso dibattito.
"Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi" ha chiosato infatti il ministro durante un colloquio con i giornalisti a Fano. "Intanto bisogna correggere un'opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100mila, ce ne sono 60 milioni qui - come se fosse un mantra consolatorio, lo avrebbe ripetuto per ore, prima di correggere il tiro - sarebbe a dire che i 100mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei 'pistola'. Permettetemi di contestare questa tesi". Il ministro del Lavoro aveva esordito difendendo il Jobs act e l'operato del governo Renzi, aprendo poi alla possibilità di rivedere le norme che disciplinano l'uso dei voucher. Una giornata routinaria quindi per Giuliano Poletti, nonostante l'Inps fosse pronta ad annunciare la vendita, nei dieci mesi del 2016, di 121 milioni e mezzo di voucher.
Istantanea è stata la sua smentita, "Evidentemente mi sono espresso male e me ne scuso. Non mi sono mai sognato di pensare che è un bene per l'Italia il fatto che dei giovani se ne vadano all'estero - ha dichiarato il ministro - ritengo che è utile che i nostri giovani possano fare esperienze all'estero, ma che dobbiamo dare loro l'opportunità tornare nel nostro paese e di poter esprimere qui le loro capacità e le loro energie".
Secche le risposte del mondo della politica alle frasi conturbanti di Poletti, con Stefano Fassina che ha invocato le dimissioni, "Giovani umiliati da voucher e insulti da Poletti. Vada via lui, non i giovani" ha twittato Luigi di Maio, mentre Pippo Civati rincarava la dose scrivendo "visto che i giovani hanno votato in massa No al referendum costituzionale, la linea di Poletti è quella di fargliela pagare con dichiarazioni insulse e rancorose, di bassissimo profilo trattandosi di un ministro della Repubblica".
Marta Fana, ricercatrice italiana a Parigi, ha scritto una lettera, pubblicata sull'Espresso, dal titolo "Caro Poletti, avete fatto di noi i camerieri d'Europa" dove attacca duramente il ministro del Lavoro e il governo Renzi, partendo da una disamina accorata delle manovre economiche che hanno caratterizzato l'esecutivo della Leopolda ( ecco la lettera) Ecco un estratto:
Il problema, ministro Poletti, è che lei e il suo governo state decretando che la nostra generazione, quella precedente e le future siano i camerieri d'Europa, i babysitter dei turisti stranieri, quelli che dovranno un giorno farsi la guerra con gli immigrati che oggi fate lavorare a gratis.
A me pare chiaro che lei abbia voluto insultare chi è rimasto piuttosto che noi che siamo partiti. E lo fa nel preciso istante in cui lei dichiara che dovreste "offrire loro l'opportunità di esprimere qui capacità, competenza, saper fare".


Non sono parole a caso quelle di Giuliano Poletti. Un paio di mesi fa, Matteo Renzi qualificò il "fenomeno" dei cervelli in fuga con il termine "retorica", rilanciando, "il punto centrale è che bisogna trovare il modo di essere attrattivi, bisogna aprirsi alla competizione internazionale…"