"La chiave di Sara" per riflettere e non dimenticare!

24/01/2017 di Redazione
"La chiave di Sara" per riflettere e non dimenticare!

Per celebrare la giornata della memoria, Focus Casa dei Diritti  Sociali di Tivoli presenta  Per riflettere e non dimenticare
26 gennaio 2017, Sala conferenze della biblioteca comunale "Coccanari Fornari", Piazza del tempio d'Ercole - Tivoli, ore 16:00
Discussione sul tema e proiezione del film "La chiave di Sara" 
L'immane tragedia dello sterminio degli ebrei, vissuta da una bambina francese. Tratto dal libro di Tatiana de Rosnay e diretto dal giovane regista francese Gilles Paquet-Brenner, è una memorabile ricostruzione storiografia di un evento nefasto consumatosi in Francia con una straordinaria potenza narrativa che raccorda la memoria con la "ereditata" odierna quotidianità, racchiudendo un pathos "unico" in sentimenti, universalità e insegnamenti civili e democratici.

In questa giornata della memoria vogliamo ricordare ed ha un senso ricordare, oggi come per gli anni che verranno, perché l'esperienza del lager per i sopravvissuti è stata così traumatica da essere quasi incomunicabile.

Abbiamo scelto la visione della "Chiave di Sara" indirizzando l'attenzione agli accadimenti francesi:
Islam e diritti umani, integrazione e il modello dell'assimilazione Francese.

Vogliamo porre, così, una riflessione su di un universalismo in grado di coniugarsi con la differenza delle identità e delle culture e lo sforzo di testare possibili risposte sul terreno concreto e pressante della tensione tra identità islamica e cultura occidentale.
La Francia ha una storia d'integrazione molto altalenante. Gli episodi di razzismo e xenofobia, soprattutto nelle periferie delle grandi città, hanno spinto molti giovani nati e cresciuti in Europa a radicalizzarsi. La crisi economica, poi, ha peggiorato la situazione distruggendo molte comunità.
Il terrorismo è un lungo processo di psicologia individuale e sociale. L'individuo che si radicalizza lo fa primariamente per questioni identitarie. Ricerca di un gruppo, di accettazione, d'importanza, emancipazione sono i fattori che spingono una persona ad abbracciare il terrorismo religioso. La Francia è stato un terreno di coltura troppo fertile negli ultimi anni.

Ma l'Islam è una scusa o un rifugio?
L'Islam "radicale" che affonda le proprie origini nell'instabilità mediorientale del dopo-guerraha ben poco a che fare con la religione. Queste origini sono di carattere politico ed economico, non religioso, che strisciano nel complesso mosaico confessionale del Medio-Oriente.

Lo scontro tra civiltà? Oppure tra chi vuole vivere nella libertà e chi vuole imporre la sua idea spacciandola per religione?
Una specie di nuovo fascismo.
Lo scontro è tra l'Europa e quell'organizzazione criminale e terrorista che conduce le proprie operazioni in Siria e in Iraq.
Alla base di ogni politica di sterminio ci sono sempre: l'assenza di democrazia, la deriva ideologica, nazionalista e razziale innalzata a metro dell'agire politico.

Occorre ricordarlo, bisogna ricordare