Belgrado, dove l’umanità si è esaurita

12/01/2017 di Redazione
Belgrado, dove l’umanità si è esaurita

Il passaggio da terra di transito a terra di arrivo sembra essere molto rapido. Ancora una volta protagonista impervia e tormentata quella rotta balcanica che nelle ultime settimane trattiene circa 1.200 migranti nella morsa del gelo e delle intemperie. Parliamo della Serbia, colpita da violente nevicate e temperature proibitive registrate fino a -22 gradi, terra che più di molte altre dovrebbe conservare memoria ed esperienza capace di innescare dispositivi umanitari, anche dei più basici. Riceviamo con indignazione immagini e video umilianti per ogni essere umano che si rispetti. Tutt'altro che assuefazione da drammi di questo tipo, si leva un grido di rabbia contro le istituzioni e le autorità negligenti, che nuovamente si voltano dall'altra parte mentre più di qualcuno muore, stavolta non affogato durante fughe disperate via mare ma di freddo. Alloggiano in vecchi edifici abbandonati della Glavna železni?ka stanica, vecchia stazione ferroviaria di Belgrado, si tratta di uomini e donne provenienti principalmente da Pakistan, Siria e Afghanistan, sono senza servizi igienici, senza luce, senza elettricità e con un solo pasto al giorno distribuito dalle ONG locali. Gli accampamenti formati da tende allestiti nel centro città non bastano ad accogliere e riparare tutti.
Tecnicamente la rotta balcanica è chiusa dal marzo 2016, quando l'Unione europea ha stretto un accordo con la Turchia per fermare l'arrivo dei profughi sulle coste greche. Per alcuni, come la Germania e la Svezia, l'accordo ha funzionato e il numero dei profughi arrivati nel 2016 è drasticamente calato rispetto all'anno precedente. Tuttavia centinaia di persone hanno continuato a utilizzare questo percorso per raggiungere l'Europa nordoccidentale, affidandosi a trafficanti senza scrupoli e percorrendo sentieri pericolosi e impraticabili nel corso di uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni. Secondo alcune stime, i profughi bloccati lungo la rotta balcanica sono al momento centomila.