Meningite, proviamo a fare chiarezza!

05/01/2017 di Redazione
Meningite, proviamo a fare chiarezza!

Gli ultimi casi di meningite hanno risvegliato in milioni di italiani paure e ansie per il contagio della malattia: la corsa agli ambulatori, le chiamate al medico di famiglia, i centralini delle Asl intasati sono il risultato di un'isteria collettiva che va avanti da mesi.
L'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un report dettagliato, con la supervisione scientifica del professor Giovanni Rezza e della dottoressa Paola Stefanelli del Dipartimento Malattie infettive, per  descrivere i sintomi, le dinamiche i rischi della malattia.
Gli agenti batterici che causano la meningite sono il meningococco (Neisseria menigitidis), l'Haemophilus influenzae e il pneomococco (Streptococcus penumoniae). Il più diffuso e virulento è il meningococco, con il ceppo C, ma anche gli altri sierogruppi (A,B,Y,W135 e X) sono abbastanza pericolosi.
Secondo l'Iss nel 2015 si sono verificati circa mille episodi di infezione da meningite nel nostro Paese, 200 casi di malattia invasiva, mentre nel 2016 (il dato è della Regione Lazio) sono stati segnalati 19 casi di meningite meningococcica contro i 25 dell'anno precedente. Nessun aumento dei casi quindi, nessuna "emergenza meningite" fanno sapere i ricercatori dell'Istituto dalle colonne de Il Fatto Quotidiano.
"Nell'ultimo anno - spiega Giovanni Rezza - i casidi meningite da meningococco sono stati circa 190 mentre l'anno precedente si sono registrati 196 casi, per cui si tratta di un andamento stabile. I casi di meningite che di sepsi, circa 1700 nel 2016, si nota invece una leggera diminuzione rispetto all'anno passato".
I bambini piccoli e gli adolescenti, gli under 35, sono a rischio di contrarre l'infezione e la malattia. Alcuni vaccini sono offerti gratuitamente, altri, oggi raccomandati, verranno somministrati obbligatoriamente  con l'entrata in vigore del Piano nazionale prevenzione vaccinale. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti. Il vaccino è strettamente consigliato a soggetti affetti da talassemia, diabete, insufficienze epatiche, immunodeficienze congenite. A rischio anche lattanti che frequentano gli asili nido, ragazzi che vivono in collegi, frequentano discoteche, oppure dormono in stanze comuni, reclute militari e, come sopra accennato, per chiunque debba recarsi in regioni del mondo dove la malattia meningococcica è comune, come ad esempio alcune zone dell'Africa.
Proprio riferendosi all'Africa, alcuni siti, con toni scabrosi e infami, hanno ipotizzato una correlazione tra la "diffusione" della meningite in Italia e il fenomeno migratorio nel continente. Imbarazzante è il post di Forza Nuova, organizzazione neofascista, che accostava i due fenomeni, andando a riesumare la vulgata mussoliniana della razza e del contagio.
"Pur essendo innegabile che in tempo di globalizzazione i germi si muovono con gli uomini - in aiuto ancora il dottor  Giovanni Rezza - è impossibile stabilire una correlazione, poiché la trasmissione dei batteri può verificarsi durante qualsiasi trasferta all'estero dei cittadini italiani". Inoltre, gli ultimi tre casi di meningite registrati in Toscana sono dovuti al meningococco C, che, ricordiamo, è presente da sempre in Italia e in Europa"