Ti racconto una befanata!

05/01/2017 di Redazione
Ti racconto una befanata!

Messi tutti in cerchio, Francesco legge la fiaba e poi si alterna con Olga nella spiegazione della befana nel mondo, dei canti di questua e del significato moderno: fare le domande!
Poi , mentre Katia comincia a comporre una befanata, che Sara canterà in assolo e con coretto di tutti voi,  Paola e Siam possono ritrarre un'idea di Befana (perché è necessariamente un cesso? Che ne pensate di una befana femminile con le scarpe rosa? O forse era meglio un befanotto?)...

Giovedì 5 gennaio alle ore 16, Focus - Casa dei diritti Sociali presenta nella sede di Tivoli "Ti racconto una befanata" Laboratorio didattico per l'inclusione

Quando è l'ora
la Befana
vola accanto
a ogni giovane persona
Bella o brutta
Riccia o liscia
Con la faccia bianca o nericcia
Non importa che colore
Lei porta il cuore e l'amore
Tutti l'aspettano con onore e
portano il calzino da riempire con sole e nocciole!

LA BEFANA: UNA STORIA ANTICA E COMPLESSA

Tutte le leggende e le storie non sono il frutto di un solo popolo o periodo, e così vale per la befana. Sappiamo per certo che è una credenza diffusissima in Italia, ma quasi per niente all'estero. Il termine è semplicemente una storpiatura di "Epifania", che deriva dal greco e significa manifestazione.
È proprio in Italia che la storia della befana trae le sue origini più antiche. I Romani pensavano che durante il periodo che intercorreva tra 25 Dicembre (il solstizio d'inverno) e il 6 Gennaio ( la festa della morte e rinascita di Madre Natura), alcune donne, più comunemente associate alla dea Diana, volassero sopra i campi per renderli fertili.
Nel IV secolo queste leggende pagane furono condannate dalla chiesa, che iniziava a divulgare le sue fesserie sulla stregoneria. Perciò queste figure pagane furono rappresentate come delle streghe che volavano su una scopa (il tipico strumento legato alla magia nera secondo la chiesa).

PERCHÈ LA BEFANA PORTA I DOLCETTI

La storia della befana fu poi riadattata dai Cristiani nel XII secolo. Secondo questa versione, i Re Magi in viaggio verso Betlemme bussarono alla porta di una vecchia signora per chiedere indicazioni, invitandola poi ad accompagnarli nella visita al bambinello, ma questa si rifiutò. Presa poi dal rimorso, cercò disperatamente di ritrovarli e di seguirli, senza riuscirci. Allora preparò dei dolci e si mise a vagare di casa in casa, lasciando doni a ogni bambino nella speranza che uno di questi fosse Gesù. Da allora, ogni notte del 6 Gennaio, riprende la sua ricerca senza sosta.

CALZE APPESE AL CAMINETTO E TOPPE SUI VESTITI

La tradizione vuole che i bambini appendano delle calze al caminetto per aiutare la povera vecchina a scaldare i piedi nella gelida notte. In questo modo avrà sempre calze di ricambio durante il suo viaggio. Proprio come babbo natale trova biscotti e latte sul tavolo di tutte le case per ristorarsi.
La storia della befana è inoltre il simbolo di un ciclo che si chiude (oggi il ciclo dell'anno vecchio,  un tempo il ciclo del vecchio raccolto). Per questo motivo la befana appare come una vecchietta rugosa vestita di indumenti vecchi e rattoppati.
Pian piano l'aspetto profano della festa prese il sopravvento su quello religioso, prese piede la libertà nel mascherarsi ai cortei, successivamente comparvero i carri che raggiunsero il massimo splendore nel 1700. Sui carri, spesso decorati da artisti, c'erano  figure femminili chiamate Befane e che rappresentavano la festa..
Intorno alle Befane c'erano numerosi Befani, o Befanotti, col volto spesso dipinto di nero, vestiti in modo sgargiante   e col volto tinto di nero, che in qualche modo richiamavano i re Magi. I Befani chiedevano soldi per se e per pubblica beneficenza oppure vino, ed in cambio recitavano canzoni, religiose o profane, dette Befanate.

ATTENTI AL CARBONE!

Il carbone viene inserito nelle calze in quanto ricorda la tradizione del falò, diffusa in molte regioni italiane, durante la quale un fantoccio a forma di befana viene bruciato in piazza, per simboleggiare appunto la stagione vecchia che si chiude.
Ecco quindi spiegata la storia della befana, ma come sappiamo è una leggenda diffusa solo in Italia. Sapreste dire quali sono le altre figure tradizionali che portano doni all'estero?

LA BEFANA NEL MONDO è festeggiata in vari modi,

in Spagna ad esempio, il 6 gennaio tutti i bambini si svegliano presto per vedere i regali che i Re Magi hanno lasciato. Mentre il giorno precedente mettono davanti alla porta un bicchiere d'acqua per i cammelli assetati e anche qualcosa da mangiare.
In Francia nel giorno della befana si fa un dolce speciale, all'interno del quale si nasconde una fava. Chi la trova diventa il re o la regina della festa.
In Islanda il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo, perché da Natale fino a questa data trascorrono 13 giorni. Questo è l'ultimo giorno del periodo festivo nel quale si dice addio al Natale. Si inizia con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l'ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo ( il primo Babbo Natale arriva l'11 dicembre e poi ne arriva uno ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre in poi ne va via uno al giorno). La fiaccolata finisce con un falò e con dei fuochi d'artificio.
In Romania, invece, la festa dell' epifania rappresenta la venuta dei Re Magi ed è un giorno festivo. Ancora oggi in alcuni paesi i bambini vanno lungo le strade e bussano alle porte per chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Di solito come compenso ricevono qualche spicciolo. Anche i preti vanno di casa in casa per benedire le case.
Qui da noi, secondo la leggenda si deve appendere al caminetto, o vicino una porta o una finestra della casa, una calza grande, così l'indomani mattina la si troverà piena di doni della befana.
I Canti tradizionali di questua (andare di porta in porta ad elemosinare) collegati al ciclo annuale della vegetazione, le Befanate si eseguono alla vigilia dell'Epifania a partire dall'imbrunire fino a notte fonda.
Molto radicati nella tradizione, questi canti, appartenenti al mondo agrario, sono diffusi in molte regioni. In Toscana, in particolare in Garfagnana, si connotano come riti di propiziazione per l'inizio del nuovo ciclo stagionale e si celebrano tutt'oggi secondo un preciso "rito", che subisce in alcuni casi varianti coreografiche o relative al numero di componenti.
La sera del 5 gennaio il gruppo dei Befani, ovvero dei cantori, si riunisce in un luogo stabilito come punto di partenza per effettuare il giro per il paese, che di solito inizia dai casolari più lontani del paese.
Guidata da uno strumento, che un tempo era il violino o l'organetto (ancora usato nel borgo di Càlomini, Molazzana) e attualmente la fisarmonica, la chitarra o la banda del paese, la Befana da sola o con il Befanotto (il suo consorte) si reca davanti alla porta di ciascuna casa accompagnata dai cantori.
Il testo dei canti, in questa zona, è costituito a livello stilistico sempre da quartine di ottonari e a livello tematico può essere generale, di attualità politica, sociale oppure concepito ad personam.
A differenza di altri luoghi la Befana è qui interpretata da un uomo travestito da donna, come vuole la tradizione