Traffico migranti, tre arresti fra Roma e Viterbo

05/01/2017 di Redazione
Traffico migranti, tre arresti fra Roma e Viterbo

Il due gennaio tre presunti scafisti sono stati arrestati fra Roma e Viterbo, nell'ambito di un'indagine coordinata dal DDA di Roma che ha lo scopo di individuare i vertici di quelle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani verso l'Europa. Gli arrestati sono tre cittadini eritrei, sospettati di essere coinvolti a vario titolo nella tratta dei migranti. Le indagini dell'operazione Agaish 2 sono cominciate a partire dalle denunce dei parenti di alcune persone scomparse.
Il fatto che queste persone siano state arrestate nella nostra regione non deve stupire, come testimoniato dal fatto che già a marzo scorso 12 persone erano state arrestate alla Stazione Termini. La struttura delle organizzazioni che speculano sulla crisi migratoria si sta lentamente svelando ma la sua complessità fa pensare che ancora ci vorrà parecchio tempo prima di riuscire a far luce su molti aspetti.
Quelli che i media nostrani chiamano "scafisti" non sono dei semplici traghettatori, ma degli ingranaggi di un sistema criminale molto ampio, di natura transnazionale. In Italia diverse regioni sono considerate dagli inquirenti come facenti parti di questa rete, in particolare Sicilia, Lazio e Lombardia.
I proventi della gestione criminale di migranti sono enormi.  Si stima che per raggiungere le coste libiche dai paesi subsahariani il prezzo da pagare  vari fra 4000 ai 5000 dollari, mentre per per attraversare il Canale di Sicilia se ne devono spendere tra 1000 e 1500. Il servizio di "assistenza" però continua anche in Europa: queste organizzazioni spesso sono all'origine delle fughe dai centri d'accoglienza, messe in atto grazie a un vero e proprio servizio taxi, compreso di ospitalità per un paio di notti (costo compreso tra i 200 e i 400 dollari). Infine, in alcuni casi sono sempre loro a organizzare la partenza verso i paesi più benestanti del centro e nord Europa, meta preferita soprattutto da quei migranti che vogliono ricongiungersi con la propria famiglia. In questo caso il transfert si paga carissimo, sino a 1000 dollari, nonostante il viaggio avvenga su normali linee degli autobus o le ferrovie.
Mentre le procure indagano però il traffico continua, e chi aiuta in modo disinteressato queste persone spesso si imbatte nella giustizia, come testimoniano le vergognose procedure giudiziarie avviate, in Italia come nel resto d'Europa, nei confronti di quegli attivisti che si sono macchiati del reato di essere solidali con i migranti. Non possiamo che sentirci soddisfatti dallo smantellamento delle organizzazioni di scafisti, ma rimaniamo convinti che anche questa  non sia che l'ennesima prova della schizofrenia che caratterizza la gestione di questa crisi migratoria da parte dei paesi europei, sospesa fra lacrime di coccodrillo, bombardamenti e accordi criminali con paesi terzi e speculatori