A Roma l’integrazione si fa in cucina. “Altrove” non solo degustazione…

09/02/2017 di Redazione
A Roma l’integrazione si fa in cucina. “Altrove” non solo degustazione…

Il 15 febbraio a Roma, in via Girolamo Benzoni 34, apre un ristorante davvero "accogliente". I primi piatti? Formazione professionale, inserimento lavorativo, con un pizzico pepato di integrazione sociale e autonomia. Il progetto "Altrove", promosso e supportato da Cies Onlus, è rivolto ai giovani disoccupati ai margini di una società sempre più escludente, tra cui anche rifugiati e minori non accompagnati. Un luogo di formazione per aspiranti cuochi, responsabili di sala, camerieri, tra una sbevazzata e una degustazione di prodotti tipici a chilometro zero.

"Siamo molto emozionati - ha raccontato Elisabetta Melandri, Presidente di Cies Onlus, a Redattore sociale - perché ci stiamo imbarcando in un'avventura meravigliosa che è anche una sfida molto forte. Si tratta per una onlus come il Cies di cimentarsi con temi quali il cibo buono, il cibo senza caporalato, possibilmente bio e con un messaggio chiaro di intercultura".

Il locale "Altrove Porte aperte sul mondo" ha come scopo quello di abbattere i muri degli stereotipi negativi. Intende proporre un modello di ristorazione dove le differenze culturali siano un plus, dove è possibile dimostrare che giovani provenienti da aree geografiche diverse possono lavorare senza essere sfruttati, dove l'impresa sociale può dimostrare di essere un modello economico sostenibile e utile al sostegno delle attività del Cies. Mi spiego meglio: tutti i proventi sono devoluti al mantenimento del Centro aggregativo MaTeMù del Cies dove tutti i pomeriggi i ragazzi e gli adolescenti di ogni estrazione sociale e provenienza geografica sono accolti in un ambiente educativo e ricreativo. Il locale - ha poi concluso Elisabetta Melandri - è arrivato dopo con il sostegno di Banca Prossima e con l'aiuto di tanti tecnici e consulenti che, aderendo alle finalità del Cies, ci hanno guidato in questa impresa. Da soli non ce l'avremmo fatta".

Un progetto di squadra, insomma, che punta a "fare la differenza" e non ad essere la differenza. Lavoro, dunque, ma anche formazione continua il pomeriggio per tanti altri che hanno voglia di trovare nella cucina un percorso lavorativo.

L'appuntamento per tutti è il 15 febbraio in via Benzoni 34.

Da redattore sociale per integrare:

"Ed è proprio nel Centro aggregativo MaTeMù che nasce l'idea del ristorante. In questa sede, nel cuore del quartiere Esquilino infatti, ogni pomeriggio si incontrano giovani e adolescenti provenienti da ogni estrazione sociale e da ogni area geografica. Qui sono impegnati in musica, teatro, danza, insegnamento della lingua italiana, sostegno scolastico. Ed è poi sempre in questa sede che, crescendo, gli stessi hanno iniziato anche a chiedere aiuto per la ricerca di un lavoro. Il Cies si è attivato con gli sponsor che da sempre accompagnano le attività del Centro - dalla Fondazione Costa Crociere alla banca d'Italia, da La Tavola Valdese alla Fondazione Terzo Pilastro - e da lì si è partiti per mettere in piedi la prima scuola di cucina. Ad oggi sono circa 30 i giovani formati e collocati a lavoro".