BOUNDLESS ACROSS BORDERS - in protesta contro i muri

02/02/2017 di Redazione
BOUNDLESS ACROSS BORDERS - in protesta contro i muri

Numerose e diffuse le proteste contro le più recenti misure xenofobe e razziste del neo Presidente Trump. Mentre al JFK di New York regna il caos da sabato scorso quando è entrata in vigore la misura che blocca tutti i cittadini provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen) vietando loro l'ingresso negli Stati Uniti, in tutto il Paese (e anche oltre i suoi confini) si consumano e diffondono manifestazioni e proteste contro il cosiddetto Muslim Ban. Una di queste promossa e attuata da un gruppo di donne dell'associazione Boundless Across Borders (di seguito il link facebook dell'associazione: https://www.facebook.com/BOUNDLESSacrossBORDERS/?fref=ts ) propone un altro muro rispetto a quello prospettato per dividere Messico e USA. Tanti muri hanno segnato la storia, alimentando odio e istigando rivalità e conflitti tra popolazioni vicine. Quello delle donne di "Sconfinate attraverso i confini", invece, è particolare. Più che un muro, è una catena di donne intrecciate attraverso i capelli e le mani. Donne statunitensi e messicane unite in un simbolico gesto di protesta e resistenza collettiva sul ponte internazionale Santa Fé che collega El Paso (USA) a Juárez (Messico).  "Mujeres fronterizas. No nos moverán" (donne di frontiera, non ci sposteranno), questo il loro grido in rappresentanza della causa delle donne e di tutte quelle persone che vivono in due luoghi distinti, vicini ma appartenenti ad un solo spazio perché infatti "El Paso y Juárez es una sola casa".
Intanto anche l'ACLU (American Civil Liberties Union) è impegnata nella sua battaglia di tutela dei diritti all'interno dell'aeroporto di New York con il suo team di avvocati volontari per aiutare le famiglie di quei cittadini bloccati al Terminal 4 e garantire loro almeno il diritto ad avere un rappresentante legale: con le famiglie dall'altro lato la preoccupazione è che "queste persone non sappiano nemmeno che un avvocato si sta occupando del loro caso". Intanto all'esterno si consumava una protesta con circa un migliaio di persone unite nello slogan "No hate, no fear, refugees are welcome here"