Education without borders: Breve incontro con un ex combattente della guerra civile libanese

23/02/2017 di Redazione
Education without borders: Breve incontro con un ex combattente della guerra civile libanese

Incontro per la prima volta Saadi in un elegante hotel nel quartiere di Hazmie, a Beirut, in occasione di una conferenza sui bambini soldato.
Mi colpisce non appena lo vedo, in piedi vicino al tavolo del buffet, perché ha in mano un enorme boccale di ceramica bianca, lo passa con disinvoltura al cameriere e gli chiede di riempirlo.
"…Lo porto sempre con me", mi dice sorridendo, in risposta al mio sguardo incuriosito.
Ha un viso energico, segnato da rughe profonde e la fronte alta. I suoi occhi color nocciola, dallo sguardo penetrante, mobile e acuto, mi ricordano quelli di un falco.
Saadi è particolarmente sensibile al problema dei "bambini soldato" - spiega - perché dai sette ai vent'anni ha combattuto, all'interno di una delle tante fazioni in lotta durante guerra civile libanese.
"E' stato mio padre a farmi entrare", aggiunge in tono neutro, senza la minima ombra di giudizio "Era in quel partito e così mi ci sono ritrovato anch'io. Oggi penso più che mai che abbiamo bisogno della Pace. Di respirarla".
Rimango ad ascoltarlo in silenzio. Mi racconta spontaneamente gli eventi della sua vita in tono animato eppure tranquillo. Mi sembra evidente il suo desiderio di essere ascoltato, di condividere i ricordi che lo incalzano.
"Ci siamo trovati in una guerra e le siamo andati incontro. La violenza era dentro di noi. Sparavi, perché gli altri avrebbero sparato a te".
Verso i diciotto anni, Saadi ha iniziato a maturare la scelta della Pace, ma la via verso il cambiamento non è stata facile. Ha significato lasciare i suoi compagni, perdere amici, intraprendere un lungo cammino interiore di accettazione degli altri.
"Ora mi rendo conto che la diversità, lo scambio di opinioni, sono ricchezze. Non rinnego nulla della mia vita, sto cercando di fare qualcosa di buono. Prima, non ero cosciente. Voglio dire, non ero cosciente di combattere contro persone che come me avevano il diritto di esistere. Ecco perché, come dico sempre, abbiamo bisogno di respirare la Pace ogni giorno.".
Adesso, Saadi si occupa attivamente di promuovere la coesione sociale tra tutte le comunità del Libano e diffondere i valori della tolleranza e dell'accettazione della diversità, soprattutto tra i giovani. Testimonia il suo passato, come un monito per la ricerca di un futuro migliore, libero dai conflitti, dalla sopraffazione e da qualsiasi atto di violenza.
E' un attivo membro dell'associazione "Fighters for Peace". Questa associazione, fondata nel 2014, riunisce ex combattenti della guerra civile libanese da diversi background sociali, religiosi e culturali. Dà loro uno spazio per condividere esperienze, memorie e problemi e propone iniziative di dialogo, Peacebuilding e riconciliazione all'interno della società libanese.
"Quando vado agli incontri, ogni tanto mi viene da sorridere, pensando che fino a qualche anno fa nessuno di noi avrebbe pensato di poter stare insieme, nella stessa stanza", conclude Saadi, prima di mostrarmi con orgoglio alcune foto del figlio, che vive all'estero.
Di quest'uomo ammiro la dignità e il coraggio. Perché non si è chiuso di fronte alle ferite e alle brutture del suo passato, ma ne parla a voce alta e cerca in prima persona di testimoniare gli errori e costruire una società più equa e giusta per le generazioni che verranno.
L'insegnamento più grande che porto con me, dopo questo incontro così fugace eppure così significativo, è che la pace è una scelta. Una scelta che ognuno di noi può e deve rinnovare ogni giorno, di fronte ai piccoli e ai grandi conflitti della vita.

testo di Caterina Finetti, Beirut 20/02/2017

https://educationwithoutborders2016.wordpress.com/2017/02/20/breve-incontro-con-un-ex-combattente-della-guerra-civile-libanese/