Il Viminale dà il via ad una vera e propria caccia ai nigeriani irregolari

02/02/2017 di Redazione
Il Viminale dà il via ad una vera e propria caccia ai nigeriani irregolari

Giovedì scorso il direttore centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere del Viminale Giovanni Pinto ha inaugurato una vera e propria misura di rastrellamento discriminatoria contro "sedicenti cittadini nigeriani rintracciati in posizione irregolare". Giustificandola come "attività di contrasto dell'immigrazione clandestina" ha quindi ammonito le questure di tutta Italia "ad effettuare mirati servizi finalizzati al rintraccio di cittadini nigeriani in posizione illegale sul territorio nazionale". Dovranno perciò essere assicurati 95 posti liberi all'interno dei CIE per assicurare l'arresto delle persone fermate in modo che vengano sottoposte a colloqui con i funzionari dell'ambasciata del Paese di provenienza per "procedere d'intesa con l'ambasciata della Repubblica Federale della Nigeria, alle audizioni ai fini identificativi" e quindi deciderne il rimpatrio. Tale azione di espulsione collettiva fortemente discriminatoria, oltre a ignorare i diritti di queste persone, spesso richiedenti asilo per cui quindi è rischiosissimo qualunque tipo di contatto con funzionari governativi del Paese di origine, sottovaluta anche, come ricorda Filippo Miraglia vicepresidente dell'Arci, che "la posizione irregolare va valutata caso per caso e non può essere oggetto di un provvedimento collettivo ad hoc che ha il senso di una persecuzione. Da ultimo secondo Miraglia, "andrebbe ricordato a Pinto e al Ministro Minniti che in Nigeria c'è Boko Haram e che la tratta di donne provenienti da quel Paese non è un'invenzione del buonismo e che la legge tutela i richiedenti asilo".