21 Marzo corteo di Libera contro le mafie nella giornata della memoria

23/03/2017 di Redazione
21 Marzo corteo di Libera contro le mafie nella giornata della memoria

La XXII Giornata della memoria e dell'impegno si apre con queste parole, "La mafia si annida nell'indifferenza, nella superficialità, nel quieto vivere, nel puntare il dito senza far nulla perché vuol dire venir meno ad un senso di responsabilità. Coraggio e umiltà non richiedono 'eroismi' ma generosità e responsabilità. Dobbiamo ribellarci all'impotenza". Dal palco don Ciotti, con una manifestazione imponente di 25mila persone per le vie di Locri. Nei giorni precedenti il corteo una serie di scritte ignominiose erano state lasciate sui muri della cittadina.
+ lavoro - sbirri
"Oggi siamo tutti sbirri" il prete di Libera, Associazioni e numeri contro le mafie, che da anni è in prima linea nelle strade per formare i informare sui temi dell'antimafia sociale. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e il presidente del Senato Pietro Grasso, in corteo con i familiari delle vittime di mafia.

Associazioni e comitati spontanei, gente dalla Piana di Gioia Tauro, da Reggio Calabria, dalla Sicilia e dalla Puglia, movimenti in massa, sindacati e gruppi scout, sindaci e rappresentanti istituzionali di innumerevoli città, scuole, alunni e maestre. "Una necessità essere qui - spiega ai microfoni di Repubblica Francesca Multari, maestra della scuola elementare De Amicis di Locri - che bisogna insegnare fin da bambini. E noi lo facciamo con i nostri".

Mentre i bambini, non appena il corteo è passato davanti alla loro scuola, hanno mostrato i disegni realizzati nel corso dell'anno per dire no alle mafie, la maestra continua, "Con i nostri alunni abbiamo fatto un percorso che parte dall'educazione ai piccoli gesti quotidiani e insegna a vincere l'omertà.

Nel corteo dietro ai familiari delle vittime sventola un'enorme bandiera della pace, portata da ragazzi migranti minorenni.

"Sono orgogliosa che oggi 21 marzo, per la prima volta si celebri per legge la Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie - afferma la presidente della Camera Laura Boldrini - Dopo tanti anni di mobilitazione dei cittadini contro la criminalità organizzata, del Parlamento italiano è finalmente arrivato il riconoscimento ufficiale che questa partecipazione meritava".

Molti locresi affacciati dal balcone, molti locresi in corteo: lontani gli anni bui della faida fra i Cataldo e i Cordì, quando si moriva in piazza e nessuno vedeva. "Chi ha fatto quelle scritte ha ottenuto esattamente l'effetto contrario di quello presumibilmente immaginato. I ragazzi hanno risposto con una presenza massiccia e consapevole e questo è un bel messaggio di speranza per il futuro di questa terra. Ma la politica e le istituzioni devono tenere presenti questi problemi e affrontarli in modo da dare risposte concrete a questi giovani"

E don Ciotti rincara la dose nel suo lungo discorso finale alla platea, "La politica è etica. Una politica asservita al potere ruba speranza. Ci sono quelli che non lo hanno capito, ma non si può sempre aspettare che sia la magistratura a beccare i politici collusi o corrotti, sappiate fare le selezioni".

Chiare e limpide sono le richieste alla politica di Libera e di don Ciotti: approvare il codice antimafia e sostenere e rafforzare l'Agenzia dei beni confiscati, nessun arretramento nella legge sugli appalti, sulle intercettazioni, sulla prescrizione, completare la normativa anticorruzione, completare la legge sui testimoni di giustizia e sulle vittime di mafia per eliminare le differenziazioni.