Lanciano, ennesimo caso di iscrizione negata per bambino autistico

23/03/2017 di Redazione
Lanciano, ennesimo caso di iscrizione negata per bambino autistico

Al quotidiano Il Centro, una mamma prorompe, "I dirigenti dicevano che c'erano troppi bambini diversamente abili nelle prime e che quindi non potevano prenderne altri. Ci sono numeri da rispettare dettati dai decreti ministeriali". Una mamma di un bambino autistico di 10 anni, che fino ad oggi non ha potuto iscrivere proprio figlio alle scuole medie. Tutto questo succede a Lanciano, in provincia di Chieti, dove tre scuole su quattro hanno negato ad un ragazzo disabile l'iscrizione alla prima media. "C'erano troppi bambini diversamente abili nelle prime e quindi non potevamo prenderne altri" spiegano i dirigenti dei plessi scolastici. "I decreti tirati in ballo dai dirigenti - la mamma - dicono che le iscrizioni degli alunni disabili non possono essere rifiutate e hanno la precedenza su quelle degli altri alunni". Il racconto della mamma infatti si sofferma sulle motivazioni che le scuole hanno addotto per l'iscrizione negata, "troppo ragazzi diversamente abili, non riuscivano a prenderlo in carico"

Il sindaco Mario Pupillo si è espresso dicendo in una nota, "Domani (21 marzo) ci sarà un incontro in Comune con la mamma del bambino e l'Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Lanciano per favorire un esito positivo della vicenda. Abbiamo esteso l'invito anche ai dirigenti scolastici degli istituti coinvolti, affinché vengano chiariti i contorni della vicenda raccontati dalla mamma del bambino, che mi ha informato della questione direttamente. Auspichiamo una rapida soluzione della vicenda nell'unico e preminente interesse del bambino e del suo diritto allo studio - continua la nota del sindaco - Lavoriamo di concerto con i dirigenti e la mamma per questo obiettivo, senza clamori e a tutela del bambino"

La mamma sottolinea però, "Mio figlio è autistico, ma capisce bene quando viene rifiutato e soffre".

Sul caso, divenuto di dominio pubblico, il ministero dell'Istruzione e l'Ufficio Scolastico Regionale vogliono fare luce, predisponendo una relazione d'inchiesta sull'accaduto.

L'errore, a nostro avviso, su cui le nostre istituzioni possono incappare e inciampare, è isolare e decontestualizzare un fenomeno che oramai è materia di scontro, dato concreto in molte scuole italiane. Mancano gli strumenti adeguati, gli e le insegnanti di sostegno, mancano i fondi e gli investimenti pubblici. Fino a quando il diritto allo studio non verrà garantito a tutti, l'intervento emergenziale e tardivo sarà una toppa a problemi di carattere strutturale che non si risolvono con un colpo di spugna o con i buoni propositi. Lanciano è un esempio, ma centinaia sono le segnalazioni in tutto il Paese.